Patrizio, chi era il Jim Morrison napoletano

Il genere neomelodico trova le sue origini verso la fine degli anni ‘70. mentre nel decennio successivo trovava in Nino D’Angelo il suo massimo esponente. Caschetto biondo, fisico gracilino, spontaneità ancora oggi non persa, pellicole che a guardarle ora appaiono ridicole ma che all’epoca hanno appassionato e fatto sognare una generazione di napoletani. E non solo.

In questi anni cominciò a girare il mondo: Belgio, Germania, Stati Uniti e Francia dove nel 1986 debutta all’Olympia. La canzone “Napoli” tratta dal film Quel ragazzo della curva B, divenne un inno per i tifosi di calcio napoletani.

Il genere neomelodico è però esploso definitivamente negli anni ‘90, quando si è verificata una proliferazione di cantanti. Tutti con alcuni tratti distinguibili: voce nasale, mento in su, mano destra protesta a rafforzare certi concetti, la proverbiale “v” ripetuta tra le vocali finali di una parola che concludeva un concetto. E poi, immancabili, i soliti temi sull’amore e le sue tante sfaccettature. Soprattutto gli amori impossibili, quelli sofferti, tra amanti o persone con una lauta differenza di età. Ma anche la malavita.

Tema ricorrente, che, al pari di qualche inchiesta giudiziaria, getta ombre su questo genere e il suo collegamento con la Camorra. Tanto puramente sentimentale – ai camorristi piace molto il genere neomelodico – quanto economico. Visto che questo filone musicale viene considerato anche un mezzo che utilizzano le organizzazioni criminali per riciclare denaro sporco.

Ancora oggi il genere neomelodico sforna talenti presunti o reali. Piace soprattutto ad adolescenti e casalinghe, facendo breccia nei “bassi” e nei quartieri più degradati. E’, in fondo, la musica degli ultimi. Di quanti non hanno voce. Di quanti sognano con poco, desiderosi di riscatto da una vita complicata.

Come dicevo, però, il genere neomelodico trova le sue radici nella seconda metà degli anni ‘70. precursore del genere fu Patrizio Esposito, meglio conosciuto solo col nome .

Patrizio chi era

Patrizio esposito

Chi era Patrizio? Come riporta Wikipedia, Patrizio Esposito nacque a Napoli, nel quartiere di Porta Capuana, il 27 novembre 1960. Iniziò a cantare sin da bambino e, con la caratteristica timbrica delle voci bianche, incise i suoi primi album, tra i quali Papà… è Natale, ‘O figlio do Marsigliese vol 2, riscuotendo un notevole successo nell’ambito della cosiddetta canzone neomelodica, ma non solo.

Nel 1975 fu tra gli interpreti dello sceneggiato Il marsigliese, al fianco di Renato Mori, Vittorio Mezzogiorno, Isa Danieli, Lina Polito e Marc Porel, una miniserie televisiva trasmessa dalla Rai. Nel 1979 presentò la canzone Tu sei qui su Rai 1, a Domenica In condotta da Pippo Baudo. Ha inciso tutti i suoi dischi con l’etichetta Zeus Record. Tra i suoi album più noti vi sono: Na sbandata e Relazione.

La voce di Napoli racconta che, quando nel 1979 Patrizio Esposito si presentò su Rai Uno, vestito di tutto punto, cravatta compresa, a cospetto di Pippo Baudo, non sapeva che sarebbe morto di lì a sei anni. Nel pieno della sua consacrazione artistica, cercava di raggiungere il suo sogno di diventare un cantante di successo, lanciandosi sul palco nazionale dalla TV di Stato. Una scelta coraggiosa per chi aveva fatto della napoletanità una religione tanto da dare vita per primo al genere della canzone neomelodica partenopea.

Le prime parole con cui Pippo Baudo accolse questo ragazzino di 19 anni furono:

“Faccia da scugnizzo… Faccia da scugnizzo, Patrizio. Patrizio è giovanissimo, ma ha già un suo curriculum professionale, perchè hai fatto innanzitutto l’attore”.

Vero. A soli 19 anni Patrizio Esposito aveva già accumulato una notevole esperienza nel mondo dello spettacolo.

Ho fatto una sceneggiata con Merola. Ho fatto tre puntate televisive con Marc Porel. Poi ho fatto tre sceneggiate da protagonista”.

Risponde con aria imbarazzata prima, e orgogliosa poi, il giovane Patrizio, come un bambino che prende il coraggio a due mani una volta che gli vien data importanza. E di importanza Patrizio Esposito cominciava davvero ad averne tanta. Le “tre puntate televisive” di cui si fa cenno sono i tre episodi de “Il Marsigliese”.

Quando esce il suo terzo album, Cristallo, la voce di Patrizio è cambiata. E’ più matura, meno fanciullesca, tanto che in molti restano spiazzati. Nelle trasmissioni delle TV locali, nelle radio, è un susseguirsi di rassicurazioni: “è lui, è lui”. Il giovane enfant-prodige ha lasciato il posto ad un Patrizio Esposito che è sbocciato nel mondo degli uomini con grandissima intensità.

Accade spesso che i bambini prodigio non mantengano le attese, solitamente spropositate rispetto al reale valore dei fanciulli, vuoi per la responsabilità poggiata su spalle troppo fragili, vuoi perchè chi ha troppo e subito, solitamente si perde altrettanto in fretta. Patrizio, nel passaggio dal ragazzino che era all’uomo che comincia ad essere, riesce a guadagnarci.

Non conquista più con lo stupore e la tenerezza. Conquista con altre doti, che gli consentono di non confrontarsi con l’immagine del bambino che era, ma direttamente con l’anima del popolo di Napoli, a cui parla e di cui parla diffusamente nelle sue canzoni. Canzoni che cominciano ad uscire dai confini della Campania, ed investono l’intero Sud Italia. Patrizio è ascoltatissimo anche in Puglia.

Patrizio morte

patrizio album

Il 27 gennaio 1984 il cantante fu trovato morto per overdose a bordo della sua Matra-Simca, nel quartiere di Barra. Quando la sua stabilità artistica sembra ormai consolidata, con 10 album tutti di successo, la persona commette l’errore che lo porterà alla morte. Quell’errore aveva tanti nomi, ma in realtà uno potrebbe bastare: droga. C’è chi afferma con insistenza che Patrizio fu spinto a questo genere di dipendenza da chi lo voleva morto nel mondo della camorra. Una morte rigorosamente senza sospetti.

C’è chi invece afferma che Patrizio sia morto a causa di una donna, legata al mondo della malavita e quindi pericolosa quanto basta a rischiare la vita. La realtà resta comunque una sola: Patrizio morì nel 1984 per overdose da eroina.

Fu ritrovato in una stradina del quartiere Barra, all’interno della sua automobile. Morto a ventiquattro anni.

La stella della canzone neomelodica napoletana, in grado di offuscare l’astro nascente di Nino d’Angelo (il quale ha affermato in un’intervista: “finché era in vita Patrizio, non ce n’era per nessuno”), spentasi prematuramente, riposa ora all’ombra delle parole che gli ha dedicato un poeta contemporaneo, Vittorio Annona:

Patrizio, nu grande artista e figlio a Dio nun more maie… maie chiù! Tu figlio d’a canzone, scugnizzo d’a canzone, Napule tu cantave, mo Napule cant’a te”.

Patrizio discografia

patrizio foto

Ecco la discografia di Patrizio:

Papà… è Natale – Vol. 1

‘O figlio d’ ‘o marsigliese – Vol. 2

Cristallo – Vol. 3

I miei 18 anni Vol. 4

Dolci pensieri con – Vol. 5

Nuove esperienze – Vol. 6

‘Na sbandata – Vol. 7

Relazione – Vol. 8

Grinta – Vol. 9

Annalisa – Vol. 10

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