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Pericolo bomba atomica, malaria, marocchinate: siamo tornati negli anni ‘40

Siamo di fronte a un vero e proprio “corto circuito della storia”. O, se preferite, al concretizzarsi del modo di dire “ogni progresso è regresso”. A leggere le notizie di cronaca di questi giorni, sembra infatti di essere tornati indietro di settant’anni, precisamente al 1947. All’indomani della fine della tremenda Seconda guerra mondiale, quando iniziò la Guerra fredda tra i due blocchi contrapposti: quello sovietico e quello capitalistico, con in mezzo tanti Paesi che si schieravano da una parte o dall’altra. Tra cui il nostro, che scelse il secondo. In quella fase alla guerra calda fatta di armi e distruzione si preferì una guerra fatta di minacce, spionaggio, continuo armamento. Tra cui, appunto, il dotarsi della bomba atomica. Quella che aveva raso al suolo, con conseguenze permanenti ancora oggi, due città giapponesi: Hiroshima e Nagasaki.

Date le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versavano i paesi devastati dalla guerra, circolavano in quel periodo molte malattie virali che provocavano facilmente la morte. Anche perché la medicina per curarle non era ancora quella moderna. Infine, i soprusi e gli stupri di gruppo, chiamati col termine “marocchinate”. Essi venivano perpetuati dai goumier francesi di origine marocchina inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia (Corps expéditionnaire français en Italie – CEF) durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale. Bene, non vi sembra che tutto ciò si stia ripetendo oggi?

Tornate preoccupazioni quali Bomba H, malattie e stupri di gruppo da parte di africani

Il paffuto leader nordcoreano Kim Jong-un ha fatto tornare in auge la paura della bomba H. Dice che sarebbe in grado di farla montare sui suoi missili e di puntare oltre che verso gli Usa, anche verso la più lontana Europa. E cosa dire delle malattie che avevamo debellato, come tubercolosi, meningite e perfino la malaria? Oggi tornate tristemente e pericolosamente attuali complice – diciamocela tutta e senza ipocrisie – l’arrivo in massa negli ultimi anni di disperati dal Centro Africa (dove queste malattie sono tutt’oggi ancora una realtà) e di zanzare sempre dal “continente nero” causa l’aumento costante delle temperature; che favorisce il loro proliferarsi. Infine, gli stupri di gruppo. Che in realtà ci sono sempre stati, anche da parte di italiani. Con l’aggravante che oggi vengono qualche volta pure filmati tramite smartphone e spiattellati orgogliosamente sui Social. Ma quanto successo a Rimini per opera di ragazzi africani, fa pensare proprio a quelle marocchinate di cui sopra.

Le cause

immigrati meningiteAver continuamente fatto approdare immigrati dall’Africa, senza una politica di controllo sugli sbarchi, applicata solo ora in vista delle sempre più vicine elezioni, ha generato una guerra tra poveri e una convivenza difficile e complicata. Per noi e per loro. “Aiutiamoli a casa loro” non deve essere uno slogan politico, storicamente di destra e ora scoperto pure da Renzi, ma un fatto concreto. Solo creando i presupposti per il loro sviluppo socioeconomico, ridurremmo drasticamente gli arrivi e creeremo altresì dei partner commerciali nuovi. Del resto, l’Italia è, come diceva Rino Gaetano, “mezza Africa e mezza Europa”. E se la prima ci snobba e ci spreme, perché non avere relazioni più proficue con la prima? Quanto alla Corea del Nord, cosa dire. Al di là degli atteggiamenti pittoreschi di Kim e delle colpe dell’Occidente, trovo ancora assurdo che nel 2017 un Paese debba ancora essere diviso in due. In questo caso però sembra di essere tornati agli anni ‘50, visto che la divisione in due parti della Corea si ebbe nel 1953.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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