QUEI 4 MILA FINTI POVERI CHE FREGANO LO STATO

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E’ LA CIFRA CHE EMERGE DAI CONTROLLI DELLA GUARDIA DI FINANZA, EFFETTUATI QUEST’ANNO SU 14MILA PERSONE DICHIARATESI POVERE
Se è vero che in Italia il numero dei poveri è in aumento – 1 italiano su 5 è povero, 1 su 4 è sulla soglia della povertà – è altrettanto vero che tanti sono anche i finti poveri. Quanti cioè dichiarano di essere nullatenenti ottenendo così benefici per i figli – dagli asili nido gratuiti alle agevolazioni sulle tasse universitarie – e per i parenti anziani con i servizi sanitari a domicilio, ma nei fatti hanno un normale reddito.
Su circa 14.000 famiglie controllate nei primi 10 mesi di quest’anno, quasi 4.000 avevano illecitamente dichiarato di essere sotto la soglia minima fissata dalla legge. Vuol dire, una su tre. È uno dei dati più eclatanti che emerge dal rapporto annuale della Guardia di Finanza sugli sprechi della spesa pubblica. Si tratta del bilancio di un’attività diventata strategica nel momento in cui si cerca di risanare i conti dello Stato. A leggere i resoconti appare evidente come tra i settori in sofferenza nei quali si deve intervenire con urgenza effettuando un monitoraggio costante anche da parte delle stesse autorità di controllo, c’è quello della Sanità. Ma la cifra più eclatante continua a rimanere quella legata al danno erariale provocato dai dipendenti statali che commettono abusi, falsi o accettano mazzette: da gennaio a ottobre 2011 ha abbondantemente superato un miliardo e 700mila, sono ben 3.736 persone denunciate alla Corte dei Conti.

 

IL DANNO ECONOMICO – In totale negli ultimi tre anni gli sprechi hanno superato la cifra record di dieci miliardi di euro. Soltanto nel 2011 vi è stata una perdita di oltre 120 milioni di euro che sale fino a 700 milioni di euro calcolando gli «aiuti indebitamente percepiti da privati e imprese» negli ultimi tre anni.
Il settore maggiormente oggetto di frodi è come detto quello della Sanità: nei primi dieci mesi di quest’anno sono stati effettuati 1.507 controlli e sono finite sotto inchiesta 1.866 persone. La perdita calcolata per lo Stato è pari a 274 milioni di euro, addirittura il triplo di quanto era stato accertato nel 2009. E proprio in questo settore si sbizzarrisce la fantasia dei pazienti, ma soprattutto quella degli operatori: medici, infermieri e responsabili delle strutture. La «voce» che provoca il maggior danno al bilancio dello Stato riguarda i ricoveri: perché ci sono alcuni medici e paramedici che certificano di aver effettuato prestazioni in day hospital anziché in ambulatorio e altri – in servizio presso le cliniche convenzionate – che attestano di essere arrivati attraverso il pronto soccorso in modo da ottenere il rimborso delle spese dal servizio sanitario nazionale che altrimenti non sarebbe previsto. E poi ci sono i dottori «di base» che fanno risultare in cura pazienti che in realtà sono morti o si sono trasferiti all’estero e in questo modo continuano a percepire il compenso. Per avere un’idea dell’incidenza basta calcolare che le ispezioni condotte nel 2008 e nel 2009 hanno consentito di scoprire 67.000 «fantasmi» e denunciare 347 medici che avevano percepito illegalmente 22 milioni e mezzo di euro.
BENEFICI PER I FIGLI ANCHE PER RICCHI PROFESSIONISTI – Asili nido e assegni sociali: assegno per chi ha almeno tre figli minori, assegno di maternità, asilo nido, mensa scolastica, libri, borse di studio, sconti sulle tasse universitarie e una serie di servizi di assistenza agli anziani o ai malati come le cure a domicilio: sono le agevolazioni previste per i nuclei familiari a basso reddito. Peccato che ad usufruirne siano spesso ricchi professionisti che presentano dichiarazioni poco superiori allo zero. I numeri contenuti nel dossier della Finanza forniscono il quadro della situazione. Si scopre così che «nel triennio 2007/2009 ci sono stati 41.000 interventi che hanno portato alla denuncia di 12.256 soggetti per falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche». L’esborso per lo Stato è stato di ben quattro milioni di euro. Boom di richieste anche per gli ultimi due anni con un totale di circa 9.000 persone scoperte e un danno che supera i tre milioni di euro. Il record di denunce è stato in Toscana con 683 segnalazioni alla magistratura, poi il Lazio con 567 illeciti accertati.
TRUFFE ANCHE PER GLI ASSEGNI SOCIALI– Truffe e raggiri sono stati scoperti in tutta Italia pure per il cosiddetto «assegno sociale» destinato a chi ha più di 65 anni e un reddito inferiore ai 6.000 euro annui. I controlli sono appena iniziati, il risultato è sorprendente: 571 illeciti scoperti con un esborso di ben 11 milioni di euro, vuol dire un guadagno illecito che per ogni abusivo è stato di 20mila euro.
A leggere questi dati, nel contribuente coscienzioso e nel cittadino indigente si fermenta una rabbia mossa da due principali motivi: uno legato al fatto che tra gli imbroglioni figurano anche professionisti agiati o medici di famiglia già ben pagati, e un altro al fatto che si danneggia uno Stato dalle casse già sconquassate; specie per quanto concerne il settore sanitario.
La caccia agli evasori, con le moderne tecnologie, non è un’utopia. Basterebbe una rete capillare che partisse dal Comune e arrivasse al Ministero delle Finanze. Gli spot ridicoli che vanno in onda sulle principali reti televisive, con lo scopo di dissuadere dall’eludere o dall’evadere il fisco, da soli non bastano.
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