A proposito di palle di Natale: ecco quelle di Renzi sul Sud

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IL PREMIER HA ELENCATO VARIE COSE FATTE DAL SUO GOVERNO PER IL MEZZOGIORNO
In Italia di ”questione meridionale” si parla da oltre 150 anni. Ovvero, da quando è avvenuta la famigerata unità d’Italia. Già, famigerata. Perché i padri fondatori – tramite il sangue o la diplomazia – della nostra ”povera Patria” (per dirla alla Battiato) hanno avuto la presunzione di costruire un Paese, diviso per secoli in regni e stati, sotto un potere centralizzato. La via ideale sarebbe stata il federalismo, che avrebbe preservato le peculiarità economiche e culturali di ogni identità preesistente l’unificazione politica italiana. Il divario tra Nord e Sud è aumentato, col secondo che è stato depauperato dal primo delle proprie ricchezze, capacità, primati vantati in vari settori anche a livello europeo.

LA PRESUNZIONE DI CREARE UN PAESE CON GOVERNO CENTRALE – I governi che si sono susseguiti a Roma non hanno mai affrontato tale questione, con alcuni Presidenti del consiglio (in modo più palese Crispi) che ci consideravano praticamente contigui all’Africa. Il federalismo, già auspicato all’alba dell’unità d’Italia da Carlo Cattaneo (liberale che si ispirava a Stati Uniti e Svizzera), è stato gradualmente riscoperto a partire dagli anni ’70. Quando le regioni, già previste fin da subito dalla Costituzione, hanno preso concretamente vita. Mentre a partire dalla riforma Bassanini varata dal Governo Prodi nel 1997 che si è dato maggiore potere amministrativo anche ai Comuni. Con la Lega Nord, che invece, in 9 anni passati al governo negli ultimi 21, non ha portato alcun risultato a casa in materia di federalismo.
Certo, un più pronunciato federalismo non avrebbe risolto i mali del sud. Ma avrebbe senz’altro responsabilizzato di più gli amministratori locali, che negli anni hanno sprecato i fondi caduti a pioggia da Roma appannaggio delle realtà territoriali. Il più delle volte intascandoli loro stessi. I casi emblematici sono tanti. Si pensi alla ricostruzione post-terremoto dell’80 o all’infinita Salerno Reggio Calabria. Oggi con l’Unione europea c’è un maggiore controllo sulle risorse finanziarie. Ma gli sprechi non mancano e sprofondano nella vergogna.
LE DICHIARAZIONI DI RENZI – Fatta questa doverosa panoramica, veniamo ai giorni d’oggi. Dove pure si parla di ”questione meridionale” senza però mai risolverla. Se i governi della Prima e della Seconda Repubblica hanno utilizzato il sud per circa quarant’anni come fonte inesauribile di voti, senza però preoccuparsi di come (e se) i soldi che elargiva venivano ivi spesi, il governo Renzi che apre di fatto la Terza Repubblica italiana si vanta di aver già fatto tanto per il Sud. Il che forse è pure peggio.
Il Premier, nelle sue ormai tradizionali enews a mezzo Social, ha così scritto:
«Un anno fa (anche meno) ci accusavano di esserci dimenticati il sud. Adesso si sono dimenticati delle loro critiche di allora. Perché nessuno ha mai fatto tanto per il Mezzogiorno come questo Governo: credito di imposta, Terra dei fuochi, Bagnoli, Ilva, Salerno Reggio Calabria, Continuità territoriale, Abruzzo post-sisma, Napoli Bari, tavoli di crisi. Si può discutere dei risultati, come sempre. Ma non si può negare che ci sia un impegno inedito per affrontare la questione Mezzogiorno».
I FATTI REALI – Bene, dove stanno queste cose elencate? Il credito d’imposta non è una misura nuova per il Sud e si è già mostrata poco efficace. La Terra dei fuochi brucia ancora e dei maggiori controlli promessi manco l’ombra. Bagnoli è stata commissariata e chissà ancora per quanto resterà inquinata e le sue potenzialità inutilizzate. L’Ilva di Taranto è ancora un enigma. La Salerno-Reggio Calabria ancora incompiuta, come da oltre 40 anni. Cos’è la Continuità territoriale? L’Abruzzo post-sisma è dopo quasi 7 anni ancora una regione fantasma. Il Tav Napoli-Bari  era già in cantiere e non vedrà la luce prima dei prossimi 7-10 10 anni. I tavoli di crisi sappiamo bene quanto servano.
Il tutto, aggravato dal fatto che il Partito democratico governi tutte le Regioni del Sud e quasi tutte quelle del centro.

Caro Renzi, ti sei proposto come il nuovo. Ma dopo un anno e mezzo hai dimostrato di esserlo solo in senso gattopardesco.  
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