IncoeRenzi: le 4 cose che ha detto facendo poi tutt’altro

Il 4 marzo si avvicina e speriamo arrivi quanto prima. Non tanto perché credo nella volta politica, considerando il fatto che, non il sistema elettorale vigente, ci ritroveremo sicuramente un Gentiloni bis con Pd, Forza Italia, Bonino, Lorenzin, Cesa e qualche altro partitino a supporto. Bensì, per non sentire più le tante stupidaggini che si stanno dicendo in questa campagna elettorale. Con i leader che sembrano quelli delle televendite buffe in onda sui canali locali, che promettono regali su regali a chi chiama subito (ho raccolto le promesse più ridicole qui).

Se a vincere il Premio “promessa d’oro” è ancora una volta Berlusconi, da buon inventore di un colosso commerciale televisivo quale Mediaset, anche gli altri comunque non scherzano. Renzi, essendo stato al Governo per 2 anni, si tiene basso rispetto a quando si candidava a Segretario del partito per la seconda volta. Ma di cose dette, facendo poi tutt’altro, non mancano. Di seguito ne riporto quattro.

Dal Canone Rai al Senato: le 4 promesse di Renzi che poi ha fatto tutt’altro

Ecco 4 promesse o dichiarazioni che Matteo Renzi ha poi tradito nei fatti:

1. Abolizione Canone Rai

rai renzi

In piena campagna elettorale, Matteo Renzi ha espresso il parere che il Canone Rai andrebbe abolito. Cosa che da anni dice il suo maestro Berlusconi, poi accortosi che, alla luce della grossa spesa che tale scelta comporterebbe, ha capito essere impossibile da fare. Soprattutto per la mole di dipendenti pubblici che si trovano in Rai (qui un elenco di alcuni raccomandati). Del resto, dati recenti dicono che gli investimenti per la pubblicità televisiva solo in calo, quindi l’introito pubblico serve e come. E glielo ha fatto notare anche il Ministro dello sviluppo Calenda, il quale, molto più pragmatico di lui, è non a caso spesso in aperto contrasto col Premier “in pectore”.

Ma la cosa ridicola è che Renzi dice ciò quando poi ha voluto che il Canone Rai fosse introdotto nella bolletta della luce. Scelta che applaudo, visto che in famiglia lo paghiamo da oltre 40 anni e non mi va che ci siano furbetti. Anche se sarei pure io per la sua abolizione. Anche perché è ingiusto far pagare obbligatoriamente il Canone a chi le reti Rai non le guarda manco sbagliando a pigiare sul telecomando.

2. “Verdini non sei il mio tipo” e poi ci fa il Governo insieme

Era il 26 novembre 2011 e Verdini, parlando dell’ingresso dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze nella società dell’aeroporto di Firenze, definì Renzi un “farfallone amoroso”. La risposta dell’attuale premier contenuta nella sua newsletter fu caustica: “Ora sinceramente non so che cosa significhi per lui essere un farfallone amoroso. Garantisco però a Verdini che, qualsiasi cosa intenda, lui non è il mio tipo”.

Poi però dal maggio 2016 ha potuto contare sui voti dei verdiniani, da quando non era riuscito ad approvare le unioni civili. Dando vita di fatto ad un Governo Renzi-Verdini che lo accompagnerà fino a dicembre. Anno delle sue dimissioni dopo il tonfo del Referendum. In tema di Festival, rientra tra i cosiddetti “strani amori”. Ma in guerra, in amore e in politica, tutto è concesso.

3. Voleva eliminare il Senato ma poi si candida proprio lì

A proposito di Referendum costituzionale, ecco una terza incoerenza di Renzi: uno dei cavalli di battaglia dello stesso era l’abolizione del Senato della Repubblica. Un’abolizione solo apparente, dato che poi lì dentro ci sarebbero finiti dei nominati (Sindaci e consiglieri regionali). Orbene, ora Renzi si candida proprio al Senato della Repubblica. Ma non voleva abolirlo? Almeno si candidava alla Camera…

4. Aveva detto di ritirarsi, ma poi…

E siamo alla quarta incoerenza. Probabilmente la più grave. Matteo Renzi aveva detto che se non fosse passato il Referendum, si sarebbe ritirato dalla politica. E con lui anche Maria Elena Boschi. Ora, quest’ultima è candidata in 5 collegi da Nord a Sud (ecco quali), mentre Renzi si candida addirittura a Premier.

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