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Sardine, chi sono e chi c’è dietro l’ennesimo Movimento che si definisce apolitico

Chi sono le sardine? Qual è lo scopo del Movimento delle sardine? Chi c’è dietro il Movimento delle sardine? Se lo stanno chiedendo un po’ di italiani. O, quanto meno, coloro che ancora si interessano ai fatti politici di questo Paese. Che vede nascere tanti movimenti, ma alla fine resta sempre fermo.

A partire dagli anni 2000 ne sono nati tanti. In genere da sinistra. I girotondini contro il Governo Berlusconi II, il Popolo Viola contro la Casta, le femministe di Se non ora quando contro il Governo Berlusconi IV, i Forconi in Sicilia contro il malgoverno locale. Giusto per citare i principali. I più noti sono ovviamente i Cinquestelle, unico caso di un Movimento finito perfino al Governo.

Si definisce apolitico, fondato come noto dal comico genovese Beppe Grillo. In effetti amorfo politicamente lo è, visto che si è alleato con la Lega prima e col Pd poi.

Si tratta di una eccezione, visto che solitamente questi movimenti durano pochi mesi e confluiscono in qualche formazione politica. Oppure i loro principali rappresentanti li utilizzano come rampa di lancio per la propria carriera.

Ora tocca alle sardine, apparse per la prima volta a Bologna in occasione delle regionali in Emilia Romagna. Vediamo chi sono, cosa vogliono e chi c’è .

Movimento sardine chi è

sardine chi sono

Il Movimento delle sardine nasce sostanzialmente contro Matteo Salvini, che ha preparato una campagna elettorale battente in Emilia Romagna. Per “impossessarsi” anche di questa nota roccaforte rossa. E i sondaggi danno la candidata leghista Lucia Borgonzoni pure avanti sul Governatore uscente (ne ho parlato qui).

Perché si chiama Movimento delle sardine

perché si chiamano sardine

Come riporta Panorama, il nome “sardine” nasce dall’idea di stare tutti stretti stretti come sardine in una scatola a dimostrazione che la piazza antileghista è forte e numerosa.

L’invito su Facebook all’evento “Seimila sardine contro Salvini” recitava:

“Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia”

Dato che il Paladozza, dove era in programma la manifestazione della Borgonzoni e di Salvini lo scorso 14 novembre, può contenere 5.570 persone ai 4 amici, sarebbe bastato metterne insieme 6.000 per superare il rivale.

E così, in 15mila sono arrivati quella sera a Piazza Maggiore armati di sardine di cartone, per quella che non avrebbe dovuto essere una manifestazione politica ma un flash mob della società civile.

Dopo Bologna è stata la volta di Modena dove gli anti Salvini sono stati 7.000 stretti come sardine in Piazza Grande. Anche in questo caso l’antileghismo era tutto indirizzato a boicottare la candidatura della Borgonzoni alla guida della regione.

In realtà, il Movimento punta ad attraversare tutta l’Italia. Ovunque probabilmente Matteo Salvini terrà un comizio. Infatti, su Facebook, digitando “6.000 sardine”, compaiono eventi in fieri in mezza Italia: da Firenze a Torino o Rimini. E probabilmente, arriverà anche al Sud, dove tra qualche mese si voterà in Calabria e Campania.

Chi c’è dietro Movimento delle sardine

movimento sardine chi c'è dietro

Il principale promotore del Movimento è Mattia Santoni, 32 anni, laureato in scienze politiche e collaboratore per una rivista legata a Romano Prodi.

E’ bastato ciò per far collegare le sardine a Prodi. Come ha insinuato Giorgia Meloni, ma l’ex Premier ha smentito. E lei ha contro-replicato affermando che questa risposta è vera come l’affermazione di Prodi che l’Euro ci avrebbe arricchito.

Gli altri co-fondatori sono Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere, Giulia Trappoloni, 30 anni, fisioterapista e Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica.

Santoni non poteva accettare che nella rossa Bologna la Lega di Matteo Salvini facesse campagna elettorale a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni alla poltrona di presidente della regione Emilia Romagna in opposizione al presidente uscente, il piddino Stefano Bonaccini.

Da qui l’idea che all’appuntamento leghista per il 14 novembre al Paladozza venisse contrapposta una sorta di manifestazione flash mob di piazza in funzione anti-Lega.

“Volevamo essere almeno uno in più di loro, la mattina dopo ci siamo sentiti e abbiamo organizzato tutto velocemente”

ha ricordato ancora Santoni.

Dunque, si tratterebbe dell’ennesimo Movimento che si dichiara apolitico, sebbene alla fine sia comunque contro qualcuno. Quindi tanto apolitici non sono. Peraltro, non mancano messaggi pesanti e violenti contro Matteo Salvini a mezzo Facebook, che ha anche ricordato come qualcuno in passato gli abbia pure augurato la morte.

A dirla tutta, tanto apolitici non sono. Ma sarebbero vicini al Partito democratico. Non a caso, Nicola Zingaretti ha applaudito alla loro iniziativa.

Come riporta Il Giornale, non si fanno nomi, anche se qualcuno sospetta si riferiscano a Matteo Lepore, tra i primi ad aderire alla manifestazione, insieme ai parlamentari emiliani del Pd Andrea De Maria e Luca Rizzo Nervo, senza dimentica Davide Di Noi (giovane leader dem) e Luigi Tosiani, segretario dei dem bolognesi, e l’esponente di Emilia-Romagna Coraggiosa, la lista di sinistra che sostiene il bis del governatore Stefano Bonaccini, Elly Schlein e Roberto Morgantini delle Cucine popolari.

Sui social, gli organizzatori del movimento non fanno mistero della loro affinità politico-ideologica con il Partito democratico. In un post del 7 settembre scorso, per esempio, Mattia Santori, promotore delle Sardine – insieme a Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea garreffa – mostra un spensierato apprezzamento per l’operato del segretario dem Nicola Zingaretti, pur non essendo iscritto al partito, definendo peraltro dei “pagliacci” gli avversari:

“17 giorni per fare un governo (contro i 90 del governo del cambiamento); spread a 148 (contro i 320 dei pagliacci che proponevano Savona all’economia); un ministro dell’Interno che non usa i social network; all’economia un politico dopo 8 anni di tecnici; Salvini che da gradasso diventa lo zimbello d’Italia; centrosinistra unito da Renzi a Bersani (o meglio, da Grillo a Bersani). questo Zingaretti non se la cava malaccio…”.

Nei commenti, in risposta a chi storceva il naso verso il segretario dem, pubblica poi un articolo de Il Manifesto dal titolo eloquente: “Prima o poi dovremo fare l’elogio di Zingaretti“.

In un altro post del 7 agosto, prende le difese dell’ex premier Romano Prodi e rivendica il buon governo del Partito democratico in Emilia:

“Ve lo dico ora che l’Emilia Romagna è tra le regioni meglio amministrate d’Europa, che Bologna è ancora la patria dell’integrazione e della cultura. Ve lo dico ora in tempi non sospetti: il nemico che ci troviamo di fronte è forte, è ricco, senza scrupoli e soprattutto gioca sporco. Ricordiamocelo ogni volta che troviamo il pelo nell’uovo, che giochiamo a fare i radical chic della “sinistra è un’altra roba”, o che ci uniamo ai cori contro il PD o contro i centri sociali diventando parte di quella retorica costruita ad hoc da chi vuole pulirsi il culo con i nostri valori”.

Il 2 agosto 2018 condivide addirittura un post del presidente piddino Stefano Bonaccini che parla dell’Emilia Romagna come “locomotiva del Paese“. E non meno schierata e di parte è la giovane Samar Zaoui, leader delle “sardine” modenesi, vicina a La sinistra.

Vedremo che fine faranno queste sardine. Se andranno avanti, magari realizzando un partito politico. O si divideranno fino a sparire. Come da tradizione a sinistra.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Sardine, chi sono e chi c’è dietro l’ennesimo Movimento che si definisce apolitico”

  1. Ma cosa ci sarebbe da dire. Quando Berlusconi era un leader e poteva salire al governo è stato attaccato senza esclusione di colpi. Accusato anche di istigazione alla prostituzione. Ora ad essere attaccato tocca a Matteo Salvini. Io non sono un salvinista, così come non sono mai stato un berlusconiano, ma la politica (che comunque in italia non so se esista) non si fa attacando in maniera così poco ortodossa il proprio avversario: i partiti dovrebbero puntare le loro campagne su proposte serie che siano indirizzate alla crescita del paese e al benessere degli italiani. Per quanto riguarda le “sardine”, ho cercato su vari siti di capire se hanno qualche idea o qualche proposta che possa essere di interesse comune. Propongono cinque richieste:
    1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare.
    A chi è diretto? Attualmente al governo ci sono i 5stelle col pd
    2. Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali.
    E perchè? A me i social non piacciono, ma rappresentano una realtà che non può essere trascurata.
    3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network.
    Veramente la politica dovrebbe essere sempre trasparente, non solo nei social ma in tutte le forme di comunicazioni, incominciando dal linguaggio che non sempre risulta compremsibile, ed evitando i giri di parole che certi politici usano solo per non far capire nulla a chi ascolta.
    4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
    Ma esattamente, di che sforzo stanno parlando: quello di incitare gli elettori ad andare contro un singolo? E di quali fatti si parla? Questa cosa dei fatti non l’ho capita.
    5. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.
    In questo caso dovrebbero stare bene attenti a quel che dicono loro.
    6. Chiediamo che il decreto sicurezza venga abrogato.
    E se mi ritrovo un ladro a casa che dovrei fare? Vorrei ricordare che chi si introduce in casa altrui, così come fanno i ladri, non lo fa certo con buone intenzioni. Vorrei ricordare un episodio accaduto anni fa ad una persona che conoscevo: rientrato a casa di sera vi trova dei ladri; prende un fucile (regolarmente dichiarato) e rivolgendosi agli intrusi, intima loro di andarsene: per tutta risposta è stato ucciso, e non aveva sparato un solo colpo. E i ladri non sono mai stati individuati.
    Morale della favola: non sono un salviniano, non sono mai stato un berlusconiano, non sono uno di quelli che non vota e, dovendo votare, non darò certo il voto a chi mi aumenta le tasse (cosa che sanno fare tutti perchè è facilissimo. Il difficile è risolvere i problemi senza aumentarle) o a chi è succube di una europa che non è stata mai amica dell’Italia (comunque ricordo che uscire oggi dall’unione europea è difficilmente fattibile).
    Che tragedia: da ragazzo (mi riferisco al ’68) ero di sinistra e ora mi ritrovo a rimpiangere la prima repubblica. Almeno il mio stipendio contava qualcosa. Oggi la mia pensione non vale nulla (sempre che l’inps si decida a ricalcolarmela)

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