La scelta ridicola di accorpare il Turismo al Ministero delle politiche agricole

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Il Governo Conte ha superato il mese di vita e sta vivendo il secondo. Per ora, a primeggiare è stato Matteo Salvini e la sua guerra all’immigrazione. Principale cavallo di battaglia durante la campagna elettorale. Di recente però ha risposto Luigi Di Maio, con il decreto dignità, atto a smantellare il Jobs Act, riducendo la precarietà del mercato del lavoro che esso ha confermato. In linea con le politiche lavorative di tutti i governi precedenti, a partire dalla Legge Treu del 1997. Voluta dal primo Governo Prodi.

Precarietà del mondo del lavoro che diventa qualcosa di inevitabile, contro ogni discorso utopista di chi vorrebbe far prevalere i contratti a tempo indeterminato. I quali, pure se fossero diffusi, resterebbero comunque solo di facciata. Visto che poi le aziende possono chiudere a proprio piacimento.

Nel mondo globalizzato in cui viviamo, dove tanti paesi prima chiusi da rigidi regimi, si sono aperti al mondo con la loro manodopera a basso costo, diventa difficile convincere le multinazionali a restare in un Paese che pretenda certe tutele lavorative. Semmai, occorre farli restare cercando di fare in modo che i loro prodotti si vendano nel Paese stesso. Quindi mettendo le persone in condizioni di spendere. Oltre a sperare che certi popoli si sveglino dal sonno dello sfruttamento in cui vivono.

Ma c’è anche un altro provvedimento che poco mi convince. La decisione di accorpare il Ministero del Turismo in quello delle politiche agricole. Così facendo, il turismo viene degradato a semplice delega anziché meritevole di un Ministero a se stante. Un fatto assurdo, alla luce del fatto che il Turismo resta forse l’industria più importante per il nostro Paese. Il nostro Petrolio. Ma ecco cosa ha deciso il governo M5S-Lega a riguardo.

Turismo diventa delega del Ministero delle politiche agricole

ministero politiche agricole logo

Come riporta IlSole24Ore, nasce un nuovo dipartimento, con due apposite direzioni generali: sarà un Dpcm a disciplinare questo riassetto nel frattempo il ministro potrà avvalersi delle strutture (una direzione generale) che oggi opera all’interno dei Beni culturali. Il decreto prevede anche la “cessione” delle competenze sulle terre dei fuochi al ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa.

Prende forma dunque il progetto già delineato nel contratto di programma del Governo giallo-verde (anche se la prima ipotesi parlava di un ministero ad hoc sul Turismo) e sponsorizzato dal ministro Centinaio che ha chiesto di vedersi assegnate le competenze sulla promozione turistica. Un progetto, questo, che come ha ricordato lo stesso ministro nei giorni scorsi si poggia su due cavalli di battaglia:  «Gli stranieri vengono in Italia sia per le sue bellezze storiche, architettoniche, naturalistiche, sia per l’enogastronomia». «Con turismo e agricoltura assieme – ha aggiunto – questo diventa un dicastero gigantesco, un dicastero della gestione e della promozione delle eccellenze del nostro paese all’estero».

La nuova organizzazione prevede la creazione di un nuovo dipartimento all’interno del ministero delle Politiche agricole con due direzioni generali (una si dovrebbe occupare di Affari generali e l’altra di promozione del turismo). Sarà comunque un Dpcm entro 60 giorni a disciplinare questo riassetto che prevede la possibilità per i dipendenti dell’attuale Mibact (dove appunto c’è il turismo) di decidere se restare ai Beni culturali o spostarsi nel nuovo ministero.

Il ministro ha ribadito comunque che il primo passo riguarda «l’organizzazione della struttura politica, il rapporto fra ministero e Regioni sulla gestione del turismo, e ministero e privati con cui bisogna lavorare in sinergia; il secondo è rimodulare la promozione del nostro Paese all’estero». Centinaio ha spiegato che punta a istituire subito un tavolo con le Regioni e l’Enit per arrivare «alla migliore promozione con la razionalizzazione di costi e comunicazione». Poi c’è «la lotta all’abusivismo alberghiero, delle guide, delle agenzie turistiche perché bisogna affermare la professionalità».

Sulla valorizzazione dei beni culturali da fare assieme al turismo e all’enogastronomia «abbiamo ragionato con il ministro del Mibact Bonisoli per iniziative da fare insieme», ma in alcuni casi occorre confrontarsi anche «con il ministro delle Infrastrutture». E il ministro Centinaio ha portato ad esempio l’evento che vedrà Matera come Capitale Europea della Cultura nel 2019, per cui «bisogna capire cosa è stato fatto finora per raggiungere dall’estero una città che non ha una stazione ferroviaria».

Tra le prime questioni che il ministro intende affrontare – e in questo caso è interessato il ministero dell’Istruzione – c’è anche l’istituzione di un’Accademia del turismo, post diploma, «per la formazione e la specializzazione di direttore d’albergo, di sala di villaggi turistici, così come ci sono in altri Paesi».

Gian Marco Centinaio chi è

gian marco centinaio

Chi è Gian Marco Centinaio? Come riporta Wikipedia, Gian Marco Centinaio (Pavia, 31 ottobre 1971) è un politico italiano, dal 1º giugno 2018 ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte.

Il 20 aprile 1999 si è laureato in Scienze politiche con indirizzo economico-territoriale, presso l’Università degli Studi di Pavia.

È stato vicesindaco del Comune di Pavia e assessore alla cultura dal 2009 al 2014 nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco del PdL Alessandro Cattaneo. È eletto senatore in Lombardia il 25 febbraio 2013, iscrivendosi al gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà e dopo un giorno a quello della Lega Nord.

L’8 luglio 2014 è eletto presidente del Gruppo Lega Nord e Autonomie al Senato della Repubblica, succedendo a Massimo Bitonci, diventato sindaco di Padova.

Alle elezioni politiche del 2018 viene rieletto senatore, ed è anche capogruppo della Lega al Senato. Il 1º giugno 2018 giura davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in qualità di Ministero delle Politiche agricole e alimentari per il governo di Giuseppe Conte che unisce la Lega al Movimento 5 stelle. Il successivo 2 luglio il Consiglio dei Ministri lo incarica anche Ministro del Turismo.

Certo, l’enogastronomia fa parte del nostro patrimonio turistico. La nostra ottima cucina, probabilmente la migliore del mondo, contribuisce ad attirare milioni di turisti ogni anno. Ma il Turismo, ripeto, merita un Ministero a parte. Anche perché questa scelta arriva proprio quando i numeri del turismo in Italia stanno facendo invidia a quelli degli altri Paesi. Con Napoli in testa.

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