Usa, foto bambini immigrati in carcere sono fake: qual è la verità

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Donald Trump ancora una volta nell’occhio del ciclone. Non passa settimana che non si parli male di lui e di qualche boutade o provvedimento che ha calamitato le accuse e l’indignazione del Mondo. O di chi ha certi interessi. Trump utilizza il proprio profilo Twitter per annunciare le proprie intenzioni ed attaccare questo o quel paese o leader politico. Per poi passare ai fatti.

Un po’ quello che da noi sta facendo il Ministro degli interni Matteo Salvini, che comincia dalle dirette Facebook o dai proclami televisivi, per poi cercare di passare ai fatti. E’ la politica di oggi, prima urlata e minacciosa, e poi semmai tramutata in fatti. Erede assai diversa di quella in auge prima dell’avvento dei Social, quando la politica approvava leggi autoreferenziali o contro gli interessi dei cittadini, senza che nessuno lo sapesse. Ce ne accorgevamo quando era già troppo tardi e ci indignavamo post-facto. Tutt’al più. Oggi l’indignazione prevenuta, in fondo, evita un po’ di storture facendo tornare il politico di turno sui propri passi per il timore di diventare impopolare.

Non sembra essere però il caso di Trump. Che non ha certo bisogno di campare di politica. E si vede. Riga dritto, malgrado abbia contro parte del suo stesso partito, alcune lobby, la sinistra americana tutta (dalla salottiera radical chic a quella più popolare). La lista comincia a diventare lunga ed è difficile ricordare tutto: la proposta di un muro tra California e Messico. I dazi sui prodotti che arrivano dall’Asia. La decisione di uscire dal trattato sull’ambiente COP21. La definizione di “buco del culo” rivolta ai Paesi mediorientali da cui provengono molti immigrati americani. I contrasti con i Paesi del G7 riguardo l’esclusione della Russia. Gli attriti commerciali con la vicina Canada. Le accuse all’Unione europea. La decisione di separare i bambini immigrati dalle proprie famiglie. E così via.

Tuttavia, ad onor del vero, contro Trump viene mossa anche una stampa fatta di fake, corredata da tanto di foto ad effetto, per smobilitare l’indignazione dell’opinione pubblica. Come fu per il caso dell’orso polare smagrito, all’indomani della decisione del Presidente Usa di voler uscire da COP21. Ora tocca ai bambini e alla questione immigrazione.

Da giorni stanno circolando foto e video che ritraggono bambini tenuti in carcere come animali, separati dalle proprie famiglie. Perfino Melania Trump è scesa in campo per la prima volta sul tema. Affermando, dopo settimane di silenzio, che occorre anche legiferare con il cuore. Ma qual è la verità sulla questione bambini immigrati negli Usa?

Foto bambini immigrati in gabbie sono fake

foto bambini immigrati usa

Come riporta Il Giornale, le immagini simbolo di questa vicenda non c’entrano nulla con il problema – reale – delle condizioni umanitarie dei migranti al confine con il Messico. Sono scatti che provengono da altri contesti.

La bimba usata dalla rivista Time per simboleggiare la politica di separazione familiare dell’amministrazione Trump, per esempio, non è mai stata in realtà separata dalla sua famiglia. ”Benvenuti in America”, si legge sulla copertina della storica rivista, che mostra l’immagine della bambina honduregna Yanela Sanchez accanto a un trionfante presidente Trump. L’immagine ha fatto presto il giro del mondo. Il New York Daily News ha messo Sanchez sulla copertina del suo numero di giugno mentre l’analista della Cnn Chris Cillizza ne ha scritto un articolo strappalacrime:

Mostra il divario di compassione che esiste tra la politica di confine della ‘tolleranza zero’ dell’amministrazione Trump e le persone che sono coinvolte nella vita reale”.

Come riporta Fox News, molte testate hanno intervistato il padre della ragazza, che ha confermato di aver appreso che sua figlia di due anni era detenuta con sua madre in una struttura in Texas, e che le due non erano affatto separate. Il governo dell’Honduras ha confermato la sua versione alla Reuters. Il Padre ha spiegato al Washington Post che sua moglie se n’è aera andata di casa senza dirgli che portava con sé Yanela e senza poterla contattare, fino a quando ha visto la foto sui giornali di tutto il mondo.

Puoi immaginare come mi sono sentito quando ho visto quella foto di mia figlia, mi ha spezzato il cuore, è difficile da vedere come padre, ma ora so che non sono in pericolo, sono più al sicuro ora di quando stavano facendo quel viaggio fino al confine”

ha detto Denis Javier Varela Hernandez al Daily Mail. Lo stesso Time ha dovuto correggere il tiro:

La versione originale di questa storia ha erroneamente interpretato ciò che è accaduto alla bimba nella foto dopo che è stata portata via dalla scena. La bimba non è stata portata via urlando dagli agenti della pattuglia di frontiera degli Stati Uniti, madre e figlia sono state portate via insieme”.

Un’altra foto ripresa dai giornali mostra una ventina di bambini dietro una griglia, mentre tentato di arrampicarsi. Per giorni è stata spacciata come uno scatto proveniente dai centri di detenzione minorile sul confine messicano. Ma il suo autore, il fotografo Epa Abed Al Ashlamoun, ha scattato questa immagine nell’agosto 2010 e rappresenta i bambini palestinesi in attesa della distribuzione di cibo durante il Ramadan a Hebron, in Cisgiordania.

Lo stesso vale per lo scatto iconico del bimbo chiuso in gabbia di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa: Il bimbo, infatti, non era stato intrappolato in una gabbia dalle autorità americane, né si trovava al confine con il Messico. La foto in realtà proviene da una protesta del 10 giugno organizzata fuori dal municipio di Dallas, come confermato dal sito web Snopes.

Gli attivisti hanno organizzato quest’iniziativa proprio per protestare contro la pratica dell’amministrazione Trump di prendere in custodia le famiglie di immigrati irregolari e separare i bambini dagli adulti. Insomma una messa in scena, un po’ come l’informazione che ha usato foto fuori contesto per raccontare una storia che rimane drammatica.

Foto bambini immigrati in gabbie Usa, il precedente di Obama

obama immigrati bambini foto

In realtà, il portale Daily caller riporta come stavano le cose ai tempi del santificato Obama. I media e la classe politica diventano sempre più indignati per la decisione dell’amministrazione Trump di detenere e perseguire gli immigrati clandestini che attraversano il confine. Nel dibattito c’è il riconoscimento che l’amministrazione del Presidente Obama ha usato anche strutture di detenzione. Le attuali leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti, quando applicate, hanno la conseguenza di separare temporaneamente gli adulti che arrivano con i bambini in strutture detentive separate per perseguire gli adulti.

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4 commenti su “Usa, foto bambini immigrati in carcere sono fake: qual è la verità

  1. Андреа il said:

    Dal 2004 al 2016 erano più o meno 89000 ma non fregava niente a nessuno. Parecchi di più dal 1996, quando è stata introdotta queesta normativa. E non fregava niente a nessuno nemmeno allora

    • Infatti, lo scopo del mio articolo era anche questo. Col “cattivone” Trump, lontano da certi schemi ed establishment che uniscono democratici e repubblicani, ora si sottolinea la cosa e se ne fa una tragedia

  2. Antonio il said:

    Ancora con sto complottismo da 4 soldi? Pur’io posso aprire un sito con altervista e scriverci quello che mi pare, che le foto siano vere o no il fatto è che sono stati VERAMENTE separati bambini dalle famiglie, sono piu di 2000.

    • Come quando lo scorso anno fu spacciato a dicembre per orso polare malandato, un orso vecchio o malato di una isola canadese di 3 mesi prima. Mi sa che andando avanti di questo passo, Lercio diventa l’unica fonte seria…

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