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Viareggio, storia e cosa vedere nella città nota per il Carnevale

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Viareggio è un comune di oltre 62mila abitanti, appartenente alla provincia di Lucca.

E’ nota soprattutto per il Carnevale, che si tiene dal 1873. Tanto da essere considerata, da molti, come la kermesse carnevalesca più importante d’Italia.

La città lucchese vanta però altre attività di rilievo come il turismo balneare, la pesca, la floricultura. Vanta altresì dei premi a livello internazionale come il Premio letterario Viareggio Répaci, il Premio Viareggio Sport, nonché l’organizzazione del Festival Gaber, in memoria di Giorgio Gaber.

Vediamo di seguito cosa vedere a Viareggio ma prima ancora la storia di .

Viareggio storia

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Già in epoca preistorica, sia la pianura che i colli di Viareggio risultano essere abitati. Nel corso dei secoli i suoi territori sono stati percorsi e insediati da Etruschi, Liguri Apuani e Romani.

Dopo l’anno mille, accadde il primo fatto storico degno di nota: nel 1169 risale venne costruita una torre di legno a guardia del litorale. Poco più di due anni dopo (1172) fu edificata l’opera militare che prese il nome “Turris de Via Regia”. Nei secoli successivi, Viareggio fu coinvolta nelle guerre tra Lucca e Pisa.

Particolarmente duro fu il XV secolo, dato che la città fu anche interessata da una forte pestilenza, raccontata pure da Boccaccio nel Decameron. Anche il secolo successivo fu alquanto duro, essendo il territorio viareggino largamente ancora investito da paludi.

Un risveglio la città lo visse nel 1700, grazie al matematico ed ingegnere Bernardino Zendrini. Il quale, per bonificare l’aria malsana, l’insabbiamento della foce e la conseguente sistemazione del porto, progettò l’abbattimento totale della macchia e la costruzione di cateratte che avrebbero impedito all’acqua di mare di entrare nei fossi e da qui nel lago. Ciò comportò un maggiore popolamento della cittadina, anche perché vi si trasferirono molti lucchesi.

A fine secolo, arrivò il dominio napoleonico, diretto dalla sorella Elisa (all’anagrafe Maria Anna Bonaparte). Sotto il suo governo, vi furono vistosi miglioramenti relativi all’assistenza sanitaria, alla beneficenza e all’istruzione.

Tuttavia, con la caduta di Napoleone, Viareggio fu teatro di fatti sanguinosi. Finendo sotto il dominio austriaco fino al 1817, quando il Congresso di Vienna assegnò a Maria Luisa di Borbone-Spagna il nuovo Ducato di Lucca. La città ricadde in un periodo buio.

Nel 1820 Viareggio fu dichiarata città per decreto della duchessa di Maria Luisa di Borbone. Morta quest’ultima 4 anni dopo, gli successe il figlio Carlo Ludovico di Borbone. Che contribuì a migliorare la città dotandola di una nuova chiesa, un regio casinò e di due stabilimenti balneari, i primi costruiti a Viareggio.

Il 5 ottobre 1847 Lucca fu ceduta alla Toscana. Viareggio, nella nuova realtà, si sviluppò come centro balneare, non più limitato alla sola Lucca ma esteso a tutta la Toscana. Nel 1848 Viareggio scelse il proprio stemma, che è rimasto immutato tutt’oggi.

La città partecipò attivamente ai moti carbonari, mentre dopo l’Unità d’Italia conobbe ulteriore espansione. Tanto che ad inizio ‘900 fu definita “Perla del Tirreno”. Il legno era però il materiale di gran lunga più usato nelle costruzioni e nel 1917 questo alimentò un incendio destinato, in una notte, a distruggere gran parte delle costruzioni presenti. Nel periodo fascista si iniziò a costruire con materiali diversi.

La città, come il resto d’Italia, uscì malconcia dalla Seconda guerra mondiale. Ed è giunta ai giorni nostri tra alti e bassi, forse perdendo un po’ di interesse a livello turistico rispetto ad altre località più vicine (si pensi a Forte dei Marmi o in bassa Toscana Castiglione della Pescaia). Ma preservando comunque un certo fascino come località balneare. Il motore della sua popolarità resta comunque il Carnevale.

Viareggio cosa vedere

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Cosa vedere a Viareggio? Ecco le principali attrazioni viareggine:

  • Chiesa della Santissima Annunziata (santuario mariano) già chiesa di San Pietro
  • Basilica santuario di Sant’Andrea
  • Chiesa di San Paolino
  • Chiesa di San Giovanni Bosco
  • Chiesa di Sant’Antonio
  • Chiesa di Santa Maria Assunta
  • Chiesa della Madonna del Buon Consiglio
  • Chiesa della Confraternita della Misericordia
  • Chiesa di Santa Rita
  • Chiesina di Santa Rita
  • Chiesa dei Sette Santi Fondatori
  • Chiesa della Risurrezione di Nostro Signore
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
  • Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria (loc. Bicchio)
  • Chiesa di San Giuseppe (Torre del Lago Puccini)
  • Chiesetta di San Pietro (Torre del Lago Puccini)
  • Chiesetta dei Pescatori
  • Cappella dell’ex-ospedale civile Giuseppe Tabarracci
  • Torre Matilde
  • Palazzo Belluomini
  • Palazzo Bernardini Mansi
  • Palazzo Montecatini
  • Palazzo Giannini
  • Palazzo Cittadella
  • Palazzo Partiti
  • Casa natale di Ippolito Ragghianti
  • Teatro Politeama
  • Vecchio Mercato Ittico
  • Casette del XVII secolo
  • Istituto delle Suore Mantellate
  • Villa Paolina
  • Palazzo delle Muse
  • Villa Argentina
  • Villa Carmen
  • Mercati Generali
  • Sede della Ven. Arciconfraternita della Misericordia
  • Liceo Classico Giosuè Carducci
  • Istituto Casa di Riposo “Sacro Cuore di Gesù”
  • Istituto “Santa Dorotea”
  • Negozio Talmone
  • Ottica Bartolini, (via Garibaldi ang. Via IV Novembre)
  • Negozio Limoni, già Bemi
  • Casa Vellutini
  • Sede dell’Unicredit
  • Villino Amoretti
  • Villino “Parva Domus Magna Quies”
  • Casa De Ranieri
  • Pensione Paolina
  • ex Villini Billet e De Ranieri
  • Villino Tomei
  • Villino Bertoni
  • Stazione ferroviaria di Viareggio
  • Edifici posti lungo i viali del mare
  • Monumento ai caduti
  • La “Madonnina”
  • Statua della Madonna
  • Statua di Sant’Antonio da Padova
  • Busti in marmo di Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi
  • Busto di Ugo Brilli
  • Monumento a Shelley
  • Monumento a Giuseppe Barsanti
  • Monumento a Lorenzo Viani di Arturo Martini
  • Statua di Burlamacco
  • Il Marinaio
  • Il Pescatore
  • Pescatore
  • Monumento ai caduti
  • Monumento a Inigo Campioni
  • Caduti della Prima guerra mondiale
  • Alla Resistenza e alla Pace
  • Fontana Monumentale
  • Bambina sulla sabbia
  • Le Oceaniche
  • Scoglio di Tito
  • Monumento agli aviatori caduti di Renzo Maggi
  • Monumento a Mons. Giuliano Agresti
  • Museo Archeologico “Alberto Carlo Blanc”
  • Pinacoteca “Lorenzo Viani”
  • Museo degli strumenti musicali “Giovanni Ciuffreda”
  • Appartamenti monumentali di Paolina Bonaparte
  • Atelier del pittore Alfredo Catarsini
  • Museo della Marineria
  • Museo della Cittadella del Carnevale
  • GAMC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea)

Carnevale di Viareggio storia

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Il Carnevale di Viareggio viene considerato tra i più importanti d’Italia e d’Europa. La tradizione della sfilata di carri (dapprima calessi) è stata istituita nel 1873. nel solo giorno del martedì grasso. L’idea venne ai tavoli del Caffè del Casinò, inaugurato quarant’anni prima.

A fine ‘800 i carri presero il formato attuale, imperanti, realizzati da carpentieri e fabbri impegnati sui cantieri navali della Darsena.

La prima guerra mondiale impose una lunga pausa, con la manifestazione che riprese nel 1921. Dove fu cantata anche la prima canzone ufficiale, nota come la ‘’Coppa di Champagne”, attuale inno del Carnevale, composta dal musicista Icilio Sadun su parole di Lelio Maffei.

Nel 1923 il carro del Pierrot fu la prima maschera a muovere la testa e gli occhi. Nel 1925 il pittore Antonio D’Arliano inventò la tecnica della carta a calco, che da allora ha consentito costruzioni colossali. Nel 1930 Uberto Bonetti, ideò Burlamacco: la maschera simbolo di Viareggio, che, nel manifesto del 1931, apparve in compagnia di Ondina, bagnante simbolo della stagione estiva.

Fin dalla sua nascita, del 1954, la Rai ha trasmesso il Carnevale. Conferendogli così una importanza a livello nazionale ed europea (con l’Eurovisione dal 1958).

Il 20 febbraio 1971 si svolse il primo carnevale rionale della Darsena.

Ogni anno si svolgono i Corsi Mascherati, ovvero le sfilate dei carri allegorici nel periodo tra la fine di gennaio e l’inizio di marzo e vi partecipano oltre 600.000 spettatori.

Da anni ormai i carri rappresentano delle opere allegoriche, che, attraverso la satira, affrontano i grandi temi della contemporaneità: dalla politica nazionale e internazionale, all’ambiente, al sociale.

Vincitori Carnevale di Viareggio 2020

carro vincitore carnevale viareggio

Ecco i vincitori del Carnevale di Viareggio 2020: al primo posto, per quanto riguarda la prima categoria, ha vinto il carro “Home sweet home” di Lebigre e Roger. Che raffigurava Greta Thunberg gigante nei panni di Dorothy del Mago di Oz e i tre compagni di avventura: il leone, lo spaventapasseri e l’uomo di latta. La celebre storia di Frank Baum è stata quindi rivisitata in chiave ecologista.

A tema ecologista anche il carro di Luca Bertozzi “A caccia di un lieto fine”, vincitore per quanto riguarda la seconda categoria e promosso in prima: l’opera ha dato vita a una famiglia di enormi tigri, specie che rischia l’estinzione.

Per le mascherate di gruppo ha vinto “La cultura fa paura” di Silvano Bianchi, critica ironica e amara ai Social che prevaricano su libri e giornali sulle modalità di informarsi delle persone. Mentre per le mascherate isolate ha vinto “I disagi di Gulliver” di Matteo Raciti.

E’ stato invece retrocesso di categoria – dalla seconda categoria carri alle mascherate di gruppo, che è la più bassa – il carro allegorico che proponeva l’immagine di cartapesta del leader della Lega Matteo Salvini. Seduto al bar con una donna, mentre ai suoi piedi affondavano i barconi in mare.

Il carro, realizzato da Edoardo Ceragioli e intitolato ‘L’Amaro Italiano’, aveva fatto discutere per la visita dello stesso Salvini, andato ad ammirarlo nell’hangar della Cittadella del Carnevale il 22 febbraio. Forte delusione è stata espressa dal costruttore, il carrista Ceragioli, che ha detto che non si aspettava un verdetto simile.

Viareggio opinioni

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Sono stato a Viareggio nell’ultimo weekend di Carnevale. Sinceramente, la città non mi ha colpito granché, mentre ho trovato molto bella la sfilata dei carri allegorici. Maestosi e suggestivi quando si avvicinavano da lontano. Anche ben fatti nei loro movimenti e nella trasposizione di ciò che volevano rappresentare.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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