Vip morti nel 2018, ultimo Lucas Starr: elenco completo

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Hubert James Taffin de GivenchyIl 12 marzo è morto Hubert James Taffin de Givenchy, nato a Beuvais nel 1927, nel 1944 approdò a Parigi per seguire il grande sogno di lavorare nella moda (anche se la famiglia sognava per lui una carriera da avvocato). La sua prima esperienza fu nell’atelier dell’italiana Elsa Schiaparelli, dove restò fino al 1951. Si mise poi in proprio e nel 1952 lanciò la sua prima collezione, un immediato successo, anche grazie al coinvolgimento della celebre modella Bettina Graziani, che apre la sfilata indossando quella che poi sarebbe diventata la celebre “blusa Bettina”.

Il 12 marzo è morto nella notte a Brescia all’età di 78 anni Giovanni Prandini, storico esponente della Democrazia Cristiana. Era malato da tempo. È stato Ministro della marina mercantile nel governo di Giovanni Goria e in quello di Ciriaco De Mita, e Ministro dei lavori pubblici nel sesto e settimo governo di Giulio Andreotti. Fu travolto dallo scandalo Mani pulite e nel 2001 venne condannato a sei anni e quattro mesi per tangenti sugli appalti Anas, sentenza poi annullata due anni dopo in Appello fino al definitivo proscioglimento nel 2005 per inutilizzabilità degli atti processuali.

Il 13 marzo è morto Luigi Necco, volto noto della Rai come inviato nelle partite in casa del Napoli. Aveva 84 anni. Fu lui a coniare espressioni come «Milano chiama, Napoli risponde». Fu vittima di un attentato, nel 1980: il 29 novembre 1981 fu gambizzato in un ristorante di Avellino. A sparare tre uomini inviati a Vincenzo Casillo ‘O Nirone, luogotenente del boss della camorra Raffaele Cutolo. Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss. Da diversi anni conduceva la trasmissione L’emigrante, su Canale 9. Dove denunciava le storture della città di Napoli. In diretta ha letto diverse mie mail. Che ho raccolto qui.

 Stephen HawkingIl 14 marzo è morto Stephen Hawking, scienziato morto a 76 anni. Le sue intuizioni hanno modellato la moderna cosmologia. Hawking aveva un grande senso dell’umorismo che lo contraddistinsero tanto quanto il corpo spezzato e la voce sintetica che simboleggiavano le illimitate possibilità della mente umana. All’età di 21 anni i medici gli diagnosticarono la malattia del motoneurone. Era il 1963. I medici si aspettavano che vivesse solo per altri due anni. Ma Hawking aveva una forma di malattia che progrediva più lentamente del solito. È sopravvissuto per più di mezzo secolo e abbastanza a lungo per essere correlato alla sua disabilità. La prima grande scoperta di Hawking arrivò nel 1970, quando lui e Roger Penrose applicarono la matematica dei buchi neri all’intero universo e mostrarono che una singolarità, una regione di curvatura infinita nello spazio-tempo, giaceva nel nostro lontano passato. Penrose scoprì che era in grado di parlare con Hawking anche se lo scienziato faceva fatica ad esprimersi.  Le scoperte di Hawking portarono alla sua elezione nel 1974 all’età di 32 anni. Cinque anni dopo, divenne il professore di matematica a Cambridge, nell’università in cui avevano insegnato Isaac Newton, Charles Babbage e Paul Dirac, quest’ultimo uno dei padri fondatori della meccanica quantistica. Hawking ha ricoperto il ruolo di docente per 30 anni, poi si è trasferito a diventare direttore della ricerca presso il Center for Theoretical Cosmology. I contributi seminali di Hawking continuarono negli anni ‘80. La teoria dell’inflazione cosmica sostiene che l’universo nascente attraversò un periodo di espansione terrificante. Nel 1982, Hawking fu tra i primi a mostrare come le fluttuazioni quantiche – minuscole variazioni nella distribuzione della materia – potrebbero dare origine alla diffusione delle galassie nell’universo. In queste piccole increspature giacciono i semi delle stelle, dei pianeti e della vita così come la conosciamo. Ma Hawking raggiunse la celebrità nel 1988 grazie al libro “Dal Big Bang ai buchi neri: una breve storia del tempo», che rimase nell’elenco dei bestseller del Sunday Times per 237 settimane. Ha venduto 10 milioni di copie ed è stato tradotto in 40 lingue diverse. Si è sposato 2 volte e ha 3 figli. Hawking ha vinto l’Albert Einstein Award, il Wolf Prize, la Copley Medal e il Fundamental Physics Prize. Il premio Nobel, tuttavia, gli è sfuggito. Ha lavorato alla Casa Bianca durante l’amministrazione Clinton.

fabrizio frizziIl 26 marzo è morto lo storico presentatore Rai Fabrizio Frizzi. Aveva 60 anni. E’ morto nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale. Era stato colpito da una emorragia cerebrale lo scorso ottobre, dalla quale si stava lentamente riprendendo, tornando anche alla conduzione de L’eredità. Dalla tv dei ragazzi – l’esordio con Il barattolo nel 1980, poi Tandem e Pane e marmellata – a Scommettiamo che a Europa Europa, al preserale Luna park alla maratona benefica Telethon, fino a Miss Italia (che ha condotto per quindici anni) e I soliti ignoti, senza dimenticare le fiction di successo e l’esperienza all’Arena di Verona nella Vedova Allegra con Cecilia Gasdia e Luca Canonici, guest star Andrea Bocelli. Per non parlare di quando si era messo in gioco come concorrente di Tale e quale show convinto da Conti, conquistando il pubblico dei più giovani e i social. Trasformazioni incredibili, da Piero Pelù, leader dei Litfiba, più vero dell’originale, a Enrico Ruggeri a Sordi e Cutugno.

mondonicoIl 29 marzo è morto Emiliano Mondonico, ex allenatore, tra le altre, di Torino ed Atalanta. Aveva 71 anni. Ha combattuto strenuamente contro la malattia, non perdendosi mai d’animo. L’allenatore è stato legato indissolubilmente al Toro: da giocatore ha vestito la maglia granata per due stagioni, dal 1968 al 1970, ma è stata certamente l’esperienza sulla panchina di quella squadra a consegnarlo per sempre al cuore dei tifosi, e alla storia del calcio italiano. Indimenticabile la cavalcata Uefa del Torino nella stagione 1991/1992, quando i granata sconfissero in semifinale il Real Madrid e si arresero in finale all’Ajax. Buona anche l’esperienza con l’Atalanta. L’ex tecnico del Toro lascia la moglie Carla e le figlie Clara e Francesca.

arrigo petaccoIl 3 aprile è morto Arrigo Petacco, storico e giornalista. Aveva 89 anni. Nato nel 1929 a Castelnuovo Magra, nella provincia della Spezia, è stato direttore della Nazione tra 1986 e 1987, dopo aver cominciato la sua carriera a Il Lavoro di Genova sotto la direzione di Sandro Pertini, ed ha collaborato spesso con la Rai. Ma è con la storiografia e gli studi su Ventennio e Seconda Guerra Mondiale che Petacco ha scritto la pagine più memorabili della sua carriera. Intervistato dal blog di Beppe Grillo sull’omicidio Matteotti, lo storico ammise di non aver “mai creduto che Mussolini avesse fatto il delitto”. Tra i suoi libri più interessanti: Da Il prefetto di ferro. L’uomo di Mussolini che mise in ginocchio la mafia, Storia del fascismo in 6 volumi, L’archivio segreto di Mussolini e L’uomo della provvidenza. Mussolini, ascesa e caduta di un mito.

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