ACQUA ALL’ARSENICO, L’ULTIMO REGALO DEL NOSTRO STATO

Ben 157 Comuni italiani hanno chiesto una deroga all’Unione europea per quanto concerne l’acqua potabile che erogano ai propri cittadini. Le persone che utilizzerebbero acqua alterata sarebbero circa un milione circa, mentre per il Ministro della Salute Ferruccio Fazio sarebbero stimati in “sole” 100mila unità.

I COMUNI CHE HANNO BENEFICIATO DELLA DEROGA – Su 157 Comuni che ne avevano fatto richiesta per tre parametri (boro, fluoruro e arsenico), 128 non l`hanno ottenuta sull`arsenico perché hanno chiesto di innalzare la sua concentrazione nell`acqua dal valore stabilito di 10 microgrammi per litro a 30, 40 o 50 microgrammi per litro. E’ stata concessa fino a un massimo di due anni invece a 92 Comuni per il fluoruro, a 17 per il boro e a 8 per l`arsenico, ma solo fino a 20 microgrammi, seguendo le indicazioni dell`Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

LE REGIONI PIU’ INTERESSATE – Tra le Regioni in emergenza c`è il Lazio, con 91 città e borghi (sparsi tra le provincie di Roma, Latina e Viterbo) dove i sindaci, a meno di soluzioni miracolose dell`ultimo istante, potrebbero essere costretti a firmare un provvedimento per vietare di bere l`acqua. Nell`elenco segue la Toscana, con 16 località; altre 10 sono in Trentino, 8 in Lombardia e 3 in Umbria. Tutte con lo stesso problema: negli acquedotti c`è una concentrazione elevata di arsenico, talvolta con valori massimi di 50 microgrammi per litro mentre la legge ne consente al massimo 10. Quantitativi che sarebbero fuori norma – ha spiegato l`Italia in un dossier spedito alla Ue – per cause naturali; in qualche modo originati da stratificazioni geologiche di origine lavica, come nel caso dei Castelli Romani e del Viterbese.

COME FUNZIONANO LE DEROGHE I comuni che hanno ottenuto la deroga hanno pochi mesi per mettersi in regola. Gli interventi prevedono o la costruzione di nuovi acquedotti per l`approvvigionamento di acqua da fonti che hanno valori di concentrazione delle sostanze inferiori a quelli previsti dalla legge, oppure la realizzazione di sistemi di trattamento e di miscelazione delle acque. Le deroghe hanno una durata di tre anni con possibilità di essere rinnovate al massimo per altre due volte. Le prime due deroghe vengono decise dal Ministero della Salute mentre la terza deve avere il via libera da parte della Commissione europea.

IL GOVERNO PERO’ MINIMIZZA – Secondo Istituto Superiore di Sanità si sta diffondendo un “allarmismo esagerato” intorno a questa questione. Dice Massimo Ottaviani (dir. igiene acque interne Iss): “Non ci sono rischi, se l’arsenico viene assunto per un periodo limitato che “rientra appunto nella deroga”. E sui rischi di alcune forme di cancro “dipende dalla durata dell’esposizione” ribadisce il ricercatore. Comunque sempre sconsigliatissimo far bere quell’acqua a bambini con meno di 3 anni.

Per fortuna però che c’è la Commissione europea a bloccare le scelleratezze perpetuate degli enti locali; sebbene, ahimé, tanta acqua nociva l’abbiamo già bevuta a nostra insaputa.

(Fonte: Notizie.virgilio.it)

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