ULTIMI FILM VISTI

Come feci in un post precedente, passo in rassegna gli ultimi film che ho visto. Diciamo che il gradimento mediamente alto è dovuto al fatto che sono tutti film che ho appositamente scelto di vedere, conoscendone bene o male la storia, eccezion fatta per “Una storia vera” che vidi insieme ad amici e che non conoscevo; film comunque, che mi è molto piaciuto.
Pertanto, la lista che segue può essere utile per un confronto con voi se li avete visti, o magari proprio per suggerirvi la loro visione.
1) VADO A VIVERE DA SOLO: Film del 1982, diretto dall’esordiente, come regista, Marco Risi (figlio di Dino), con attore protagonista Jerry Calà, è una leggera commedia all’italiana, non poggiante sulla volgarità (come invece è accaduto e accade sovente a tanti film italiani successivi) e con una storia semplice sulla quale ruotano i vari personaggi, che ha come sfondo una Milano di inizio anni ‘80.
Giacomo, “Giacomino” per i genitori iperprotettivi, è un ventiseienne milanese studente fuoricorso. Al suo compleanno mamma e papà gli promettono “qualunque cosa” e lui, colta la palla al balzo, chiede d’andare a vivere da solo.
Affitta un appartamento malconcio, lasciato da un ragazzo che, come tanti all’epoca, è partito per un viaggio spirituale in India. Situato all’ultimo piano di un palazzo senza ascensore, Giacomino lo arreda con mobili di seconda mano, ma con un tocco spiccato di originalità, con tutto quello che trova. La sua avventura da scapolo gaudente si trasforma ben presto in una disavventura, come ad esempio le visite del suo vicino Giuseppe (Lando Buzzanca) cacciato dalla moglie, o la madre che vuole andarsene di casa e vuole trasferirsi da lui. Non tutto però è negativo, con l’arrivo di Françoise, amica del proprietario di casa, bella francese alla ricerca dell’uomo giusto, che inizialmente non si accorge dei sentimenti che Giacomino prova per lei e che tenta timidamente di dimostrarle. Le disavventure di Giacomo si concluderanno con lui e Françoise che andranno a vivere in una tenda su un terrazzo.
Una buona commedia, condita soprattutto dalle battute di Jerry Calà.
Il film ha anche avuto un seguito lo scorso anno, con “Torno a vivere da solo”, film che non ho visto, ma che credo abbia tentato di scopiazzare il primo.
VOTO: 6,5
2) THE WRESTLER: Film che segna il ritorno da protagonista di un grande attore americano che le cattive scelte della vita stavano portando lontano dal Cinema che conta: Mickey Rourke.
Regia di Darren Aronofsky, il film narra la storia di un famoso wrestler degli anni ’80, Randy “The Ram” Robinson, ritiratosi dal Wrestling che conta dopo un grande match del 1989, contro “Ayatollah”, e che adesso si guadagna da vivere esibendosi in palestre per licei insieme ad altri lottatori di second’ordine. Ha come amica, con la quale poi tenterà di stabilire un rapporto più stretto, una spogliarellista ormai non più giovanissima.
Durante un match particolarmente impegnativo, Randy viene colpito da un infarto e sottoposto ad operazione, dopo la quale i medici gli consigliano di lasciare definitivamente il Wrestling. Preso dallo sconforto, cerca di riprendere i rapporti con la figlia (è divorziato) e lavora per un supermercato al reparto salumeria. Un lavoro che gli sta stretto, sommato ai rapporti con la figlia che non riescono a decollare anzi peggiorano dopo non essersi presentato ad un appuntamento, decide di ritornare sul ring e di riaffrontare in uno storico match, di nuovo “Ayatollah”. Molto bella la scena che precede il combattimento, poiché “The Ram” da vita ad un monologo pensato dallo sceneggiatore proprio per Mickey Rourke; infondo le due storie (attore e personaggio interpretato) sono molto simili. 
Una buona commedia americana, con qualche banalità ma soprattutto un bel finale, ed un Mickey Rourke tornato su livelli d’inizio anni ’90. Peccato che la canzone di Bruce Springsteen si ascolti solo come sottofondo dei titolo di coda.
VOTO: 6,5
3) IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON: film del 2008 diretto da David Fincher, basato su un breve racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald. Attore protagonista Brad Pitt.
Nel 1918, a New Orleans, la moglie di Thomas Button, ricco uomo d’affari e produttore di bottoni, muore dando alla luce nell’ultimo giorno della prima guerra mondiale, un bimbo con la salute di un novantenne: artrosi, cartilagini ossificate, cataratta, sordità. Button, malgrado le richieste della moglie morente, abbandona il bambino sulle scale di una casa di riposo, gestito dalla loro governante e suo marito, i quali danno al neonato il nome di Benjamin.
Il caso del piccolo Benjamin è legato alla costruzione di un orologio le cui lancette girano al contrario, voluto dal costruttore che ha perso il figlio in guerra, come simbolo del desiderio di far tornare indietro il tempo per ritrovare le persone cadute in guerra.
Il bimbo crescendo, anziché percorrere il normale ciclo di vita di tutti noi, passa dal diventare un vecchietto al ringiovanire giorno per giorno. Da anziano (quando dovrebbe essere un giovane poco più che adolescente), si propone di far parte di una ciurma e così vive varie avventure sulle onde del mare, inclusa la seconda guerra Mondiale. Ritrova poi anche una ragazza che aveva conosciuto all’orfanotrofio (nipote di un’anziana), quando lei è ventenne e lui quarantenne, e così si frequentano e vanno a vivere insieme, consapevoli che mentre lei invecchierà, lui ringiovanirà. Molto dolci le ultime scene, che ovviamente non vi rivelerò.
Film molto carino, basato soprattutto sulla falsariga dell’amore che non ha ostacoli, con Brad Pitt che ancora una volta si dimostra bravo attore al di là dell’aspetto estetico.
VOTO: 9
4) UNA STORIA VERA: è un film del 1999 diretto da David Lynch.
Ambientato in Iowa (Usa), narra la storia di un 73enne, Alvin Straight, che conduce un’esistenza serena insieme alla propria figlia Rosie (che apparentemente sembra ritardata, ma in realtà ha perso 3 figli affidati ai servizi sociali in seguito ad un incendio del quale non ha colpe), quando una sera viene avvertito da una telefonata: suo fratello Lyle, con il quale non ha rapporti da diversi anni, ha avuto un infarto e non sta affatto bene. Alvin così decide di andarlo a trovare ma, dato che non ha più la patente, intraprende il viaggio a bordo di una lenta motofalciatrice. Attrezzatosi con un rimorchio con una tenda e alcuni generi di conforto, l’anziano contadino parte per Mount Zion, nel Wisconsin, dove vive appunto il fratello. Cinquecento chilometri separano i due luoghi, e se la prima motofalciatrice fallisce nell’intrepida impresa, Alvin non si perde di coraggio e ne acquista un’altra.
Durante il lungo itinerario, Alvin avrà modo di conoscere diverse persone: una ragazza incinta scappata di casa alla quale da un passaggio; una donna che percorre 80 km al giorno per andare al lavoro e spesso investe delle alci dispiacendosi ogni volta; un gruppo di ciclisti che gli chiede cosa significa essere anziani; un’ospitale coppia di coniugi; due buffi meccanici gemelli litigiosi ai quali insegna il vero valore dell’essere fratelli; un sacerdote al quale chiede notizie del fratello. La calorosa galleria di personaggi e lo sterminato paesaggio americano, lo accompagneranno fino all’arrivo a casa del fratello, dove poche parole tra due, glissano un incontro al quale entrambi forse non speravano più.
Un film molto semplice, forse con qualche momento a tratti banale e scontato, ma molto efficace nel lanciare i messaggi che lo sceneggiatore vuole far cogliere al pubblico: il vero valore del rapporto tra fratelli, il vero senso della vita e il poter vivere secondo i propri ritmi e valori nonostante la frenesia che ci circonda.
VOTO: 7,5
5) STAND BY ME – RICORDO DI UN’ESTATE: è un film statunitense del 1986 diretto dal regista Rob Reiner, tratto dal racconto “Il corpo” di Stephen King (anche se la trasposizione cinematografica subisce alcune modifiche).
Lo scrittore Gordie Lachanche scrive una storia su un’avventura vissuta durante l’infanzia, insieme ad altri 3 amici; e sarà proprio la morte il giorno prima di uno di loro, che ne sollecita la scrittura del racconto.
Durante un estate del 1959, la polizia è alla ricerca di un dodicenne scomparso, in un paesino americano con poche anime: Castle Rock; e quando uno dei 4 ragazzini protagonisti viene a sapere dal fratello bullo maggiore, dove si trova il corpo senza vita del ragazzo, lo dice agli altri 3 amici e insieme decidono di mettersi alla ricerca del cadavere del povero ragazzo, sia per lo spirito d’avventura tipico di un’adolescente, sia per rivalersi, ognuno di loro, dai propri problemi e difetti: Gordie Lachanche, aveva perso da poco suo fratello maggiore Denny in un incidente, e sente il peso della scarsa considerazione che i genitori e i conoscenti provano per lui, rispetto alla stima che il fratello, promessa del football, suscitava in tutti; Teddy Duchamp, con un padre psicopatico che da piccolo gli menomò un orecchio, anche se Teddy lo stima moltissimo lo stesso per aver fatto lo sbarco in Normandia; Vern Tessio, preso sempre in giro da tutti perché è sbadato e soprappeso; Chris Chambers, leader e paciere del gruppo nonché migliore amico di Gordie (e il suo padre spirituale), ma schiacciato dalla brutta fama della sua famiglia, che porta i 1281 abitanti di Castle Rock a considerarlo un poco di buono anche se non è vero.
Vivranno così un’avventura di soli due giorni, ma ricca di avvenimenti, che ne esalterà i limiti ma soprattutto i pregi di ognuno di loro. Nel finale, il narratore rivelerà come ogni ragazzo ha proseguito la propria vita.
Un film che poggia sul genere drammatico-avventura, molto semplice anche nei dialoghi. Adatto sia ad un pubblico adolescente che adulto.
VOTO: 7

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