ANCHE IL COLOSSO AMAZON ACCUSATO DI NON RISPETTARE I DIRITTI DEI LAVORATORI

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IN GERMANIA LAVORATORI IN SCIOPERO, MENTRE LA BBC PROPONE UN REPORTAGE SHOCK
Anche il colosso Amazon criticato per le condizioni precarie in cui versano i propri dipendenti. La bomba è esplosa in due Paesi: Germania, dove questi ultimi sono in sciopero per un miglioramento delle condizioni contrattuali, e in Gran Bretagna, dove un reportage della Bbc pone l’attenzione sulle condizioni di lavoro all’interno delle grandi strutture che ne ospitano i magazzini.

LE PROTESTE IN GERMANIA – In Germania, negli stabilimenti di Bad Hersfeld e Lipsia, si parla di sciopero in un periodo critico come quello che precede il Natale: «Non sarà la prima volta che i lavoratori incroceranno le braccia prima di Natale – minacciano i sindacati – se non saranno aumentati i salari». I lavoratori vogliono che il loro contratto venga messo sullo stesso piano di quello degli occupati nel settore delle vendite al dettaglio e per corrispondenza. Amazon DE ha per il momento accettato di pagare i bonus di Natale, ma i sindacati vogliono di più.
IL REPORTAGE DELLA BBC – Un reporter della Bbc, Adam Littler, ha invece lavorato per 15 giorni all’interno del magazzino Amazon di Swansea, in Galles, e ha filmato le condizioni di lavoro durante un turno notturno di dieci ore e mezzo, per il quale veniva pagato 8,25 sterline l’ora. Per Michael Marmot, docente di Epidemiologia e Sanita’ pubblica alla University College London e tra i massimi esperti britannici sul tema delle condizioni di stress sul lavoro, intervistato nel corso della trasmissione Panorama, le condizioni di lavoro all’interno delle grandi strutture che ospitano i magazzini di Amazon potrebbero provocare «malattie mentali e fisiche» negli addetti.
Durante il suo «apprendistato», il reporter Littler aveva il compito di individuare tra gli scaffali i pacchi relativi ai vari ordini e posizionarli su un carrello. Le istruzioni gli venivano fornite attraverso una cuffia, con 33 secondi a disposizione per effettuare ciascuna operazione. In caso di errore, il dispositivo emetteva un segnale. Inoltre, il sistema registrava automaticamente la sua prestazione, che veniva poi inviata a un supervisore. La distanza percorsa a piedi al termine del turno era di oltre 17 chilometri. Secondo Marmot, «le caratteristiche di questo tipo di lavoro», secondo quanto visto nel filmato, «mostrano un aumentato rischio di malattia fisica e malattia mentale».
AMAZON SI DIFENDE – Amazon ha replicato sostenendo che la sicurezza dei propri lavoratori è la «priorità numero uno» per l’azienda e che le ispezioni ufficiali non hanno mostrato alcuna criticità. Il gigante delle vendite online sostiene di avere investito nel Regno Unito 1 miliardo di sterline, con la creazione di 5mila posti di lavoro permanenti.

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