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CAPRI, UN PARADISO COSTOSO E IN DECADENZA

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SABATO SCORSO E’ CROLLATA UNA PARTE DEL PARAPETTO DELLA RINOMATA VIA TUORO

L’Isola di Capri. Paradiso galleggiante sul Mar Mediterraneo, simbolo da sempre di lussuria e perdizione, luogo di villeggiatura per Imperatori e aristocratici, musa ispiratrice per poeti e filosofi. Un luogo rimasto costoso e accessibile a pochi proprio per salvaguardarlo dal turismo di massa e per conservarne l’aspetto elitario, eppure anch’esso vittima dell’incuria degli amministratori locali e dunque in decadenza.
 


IL CROLLO IN VIA TUORO – Sabato scorso è crollata una parte del parapetto della panoramica Via Tuoro, che regala una splendida vista sui mitici Faraglioni, ed è sita in una zona residenziale abitata da personalità di rilievo e intellettuali, italiani e stranieri. Qui per anni, tra gli altri, in zona ha vissuto lo scrittore e saggista belga Felicien Marceau, membro dell’Accademia di Francia, che dalla sua casa di Tuoro ha scritto un libro su Capri.<

br />Pronti sono intervenuti sul posto vigili e pompieri, i quali hanno transennato il tratto crollato, constatando altresì il rischio crollo di altri luoghi circostanti. Per quanto concerne il parapetto di Via Tuoro, la causa sembra essere un’infiltrazione d’acqua, oltre che ovviamente la vetustà. Gli abitanti della zona lamentano che sono decenni che in via Tuoro non vengono effettuati interventi di consolidamento e manutenzione sia della sede stradale che dei parapetti e dei muri di contenimento.

IL VICESINDACO LEMBO SI E’ STIZZITO – Eppure il Vice Sindaco Marino Lembo – con delega al Turismo – si è detto meravigliato del crollo poiché lavori di manutenzione sono stati già svolti due anni fa. Anzi a Il Mattino si è anche dichiarato infastidito dal clamore che la vicenda ha sollevato: «Rimettere tutto a posto non sarà un problema. Il crollo non ha provocato vittime anche se qualcuno sta cercando di creare clamore su questa vicenda, ritenuta grave solo perché è avvenuta a Capri. Noi qui monitoriamo costantemente tutta l’isola proprio per evitare spiacevoli incidenti».

Non se ne dispiaccia il caro Marino Lembo – il quale ha un cognome che a Capri non passa certo inosservato, visto che è anche quello del Sindaco Ciro e del noto cantante caprese Guido – ma è più che normale il fatto che un simile accaduto desti scalpore e sdegno se accade in una località altolocata, dalla storia nobile, dall’infinito fascino naturale e culturale, conosciuta e amata in tutto il Mondo, come appunto l’isola di Capri. Ancor di più se si aggiungono alle ragioni di cui sopra l’inaccessibilità per le classi sociali medie e meno abbienti (salvo al massimo gite di una giornata) e le regole che di tanto in tanto vengono imposte, le quali rasentano il ridicolo; vedi il divieto di circolare con i sandali o il test del Dna delle feci in strada per risalire al cane “colpevole”. Il tutto per mantenere quell’aspetto elitario che da sempre contraddistingue l’isola. Peccato poi che si trascuri la manutenzione delle strade e il mare non sia a riva così impeccabile. Ma in fondo Lembo non è Tiberio.

Nella trasmissione L’emigrante, Luigi Necco legge la mia mail su quanto accaduto a Capri:
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(Fonte: Il Mattino)

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