Da Rifondazione a Italia viva: Gennaro Migliore, il giovane vecchio

Casoria, terra di Santi, ne vanta ben due, e voltagabbana, questi di certo non solo due. Già, perché questo Comune, non a caso roccaforte per anni di democristiani e socialisti, ha nel proprio Dna quello di partorire politicanti sempre pronti a salpare altrove. Ultimo esempio la Giunta in carica fino a pochi mesi fa, tenuta in piedi fino alle dimissioni del Sindaco grazie ad alcuni consiglieri d’opposizione passati nella maggioranza. Ribaltando di fatto il voto popolare.
Incarna alla perfezione l’arte casoriana di fare politica Gennaro Migliore, che può essere considerato un giovane vecchio. Visto che, malgrado abbia superato da poco i cinquant’anni, nella sua carriera politica ha già dimostrato da tempo una certa tendenza al cambiamento (per non usare altri termini più offensivi), avente come scopo la conservazione di poltrone o l’acquisizione di nuove più prestigiose. Ripercorriamola di .

Gennaro Migliore, gli anni in rifondazione

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Negli anni in cui frequenta il liceo scientifico statale Filippo Brunelleschi di Afragola, attraversa le prime esperienze di mobilitazione studentesca. Che proseguono all’Università Federico II, dove si laurea in Fisica con 110/110 e lode. Nel 1993 si iscrive al Partito della Rifondazione Comunista, dove acquisisce col passar degli anni sempre maggiori incarichi direttivi.
Ha ricoperto altresì per due mandati l’incarico di capogruppo di Rifondazione Comunista nel Comune di Napoli, essendo stato eletto per la prima volta nel 1997 e successivamente nel 2001, risultando in entrambi i casi primo degli eletti.
Nel 2006 il salto di qualità: viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, nella XX circoscrizione (Campania 2). Durante questi due anni a Montecitorio ha fatto parte della II Commissione permanente Giustizia e della Commissione di indirizzo e vigilanza Rai. È stato presidente, per la parte italiana, della Commissione interparlamentare Italia-Venezuela ed ha ricoperto l’incarico di Capogruppo parlamentare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea presso la Camera dei deputati.
Alle elezioni politiche del 2008 è candidato con la Sinistra Arcobaleno (alleanza elettorale a cui il PRC partecipa) ma la lista non supera la soglia di sbarramento, perciò Migliore non viene rieletto in Parlamento.

Gennaro Migliore, da Sel al Pd

 

Stanco del conservatorismo di Rifondazione comunista, partito che vedeva sempre più assottigliare la propria forza elettorale, lo lascia il 24 gennaio 2009 e segue Vendola nella neonata Sinistra Ecologia Libertà (SEL).
Fa parte della segreteria nazionale di SEL, ricoprendo l’incarico di responsabile cultura e comunicazione. In seguito al primo congresso del partito diventa membro del coordinamento nazionale dove ricopre l’incarico di responsabile esteri.
Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto alla Camera dei deputati nella XIX circoscrizione (Campania 1) nella lista di SEL e viene scelto capogruppo alla Camera.
Sel però passa subito all’opposizione, facendo venire meno l’alleanza col Pd che intanto ha dato vita a un governo di larghe intese con altri partiti di centro-destra.
Ma a lui ciò evidentemente non sta bene e il 18 giugno 2014 si dimette da capogruppo alla Camera in seguito alle polemiche nate nel gruppo parlamentare dopo la decisione di votare alla Camera in favore del Decreto IRPEF sugli 80 euro in busta paga per i redditi medio-bassi proposto dal Governo Renzi.
Fonda così assieme ad altri parlamentari fuoriusciti da SEL un’associazione chiamata “Libertà e Diritti-Socialisti europei”.
Ma Il 22 ottobre dello stesso anno annuncia la sua iscrizione al Partito Democratico, congiuntamente a quella degli altri membri del gruppo parlamentare di LED.
Un passaggio che gli vale come primo riconoscimento nell’aprile 2015 quello di relatore dell’Italicum, la nuova legge elettorale. Poi dichiara di volersi candidare alle primarie del centrosinistra in vista delle regionali, ma viene stoppato da Roma. Lo stesso è avvenuto per le ultime comunali. Rinunce che però gli sono vale la nomina, il 28 gennaio 2016, a sottosegretario di stato al Ministero della giustizia.

Gennaro Migliore passa a Italia viva

Ultimo passaggio, ma forse solo in ordine di tempo, Gennaro Migliore lo esegue dal Pd a Italia viva di Matteo Renzi. Passando quindi dal comunismo dei primi anni al neoliberismo.

Una bella carriera, tutto sommato. Che non avrebbe potuto fare se fosse rimasto con Rifondazione. Una scelta che almeno gli sarebbe valsa il riconoscimento della coerenza. Valore raro, sempre più sconosciuto.
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6 commenti su “Da Rifondazione a Italia viva: Gennaro Migliore, il giovane vecchio

  1. AvatarGuido il said:

    Questo è uno che non sa fare un cazzo ,la politica è un posto di lavoro , qualsiasi datore o azienda o partito per lui basta lo stipendio . Purtroppo i partiti politici sono così.

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