Governo Lega-M5S, Napoli a rischio?

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Il Governo giallo-verde, ossia quello che poggia su una maggioranza costituita da Lega e Movimento cinque stelle, ha compiuto da poco un mese. In questo primissimo lasso di tempo, a tenere banco sono state soprattutto le boutade di Matteo Salvini, leader del Carroccio. Il quale, benché sia al governo e per di più svolga un ruolo che impone silenzio e sobrietà come quello di Ministro degli interni, sembra sempre che sia in campagna elettorale.

Non disegna infatti le solite comparsate televisive né i bagni di folla in piazza. Ultimo, il tradizionale raduno di Pontida. Il quale, quest’anno si è caratterizzato per la sua portata nazionale. Dato che fino allo scorso anno era roba solo per leghisti doc, gente del Nord, di quelli che ce l’hanno duro, che utilizzavano l’elmo dei vichinghi con tanto di corna.

Certo, slogan del tipo “Roma ladrona”, “Secessione”, “W la Padania” o “Meridionali parassiti” sono stati abbandonati da tempo. Soprattutto con la fine dell’era Bossi e il passaggio di consegne a Salvini. Che utilizza toni nazionalisti e anti-europei. Insomma, il nemico non è più Roma ma Bruxelles. Ed i parassiti non sono più i meridionali ma gli immigrati.

E’ una Lega 2.0 quella degli ultimi anni, che ha anche perso la magica parolina Nord nel suo nome. E chissà quando perderà anche l’obiettivo secessione nel proprio statuto. Nel frattempo, sono già tante le persone del Centro e del Sud che votano Lega e che domenica scorsa hanno pure partecipato a Pontida. Con tanto di magliette col faccione di Salvini (un tempo andava di moda quello del Che, ma i franchising, si sa, cambiano col cambiare delle stazioni. Anche quelle politiche).

Dall’altra parte della maggioranza c’è il Movimento cinque stelle. Che in questo primo mese di vita del Governo Conte ha fatto solo la parte del partner timido. Somigliante proprio a quella nella vita privata di Salvini, quella Elisa Isoardi che disse di voler vivere alla sua ombra. Postando anche delle foto da brava casalinga che gli stira le camicie.

Per ora Di Maio le camicie di Salvini non le stira ancora. Ma deve darsi una mossa. I Cinquestelle sono stati eletti per determinati temi (su tutti il reddito di cittadinanza al Sud) che per ora sembrano solo secondari all’immigrazione. E l’unico ad alzare un po’ la voce è Roberto Fico, il pasionario dei Cinquestelle che sembra pure essere diventato l’unico che in Parlamento dica ancora qualcosa di sinistra.

Comunque, in attesa di vedere qualcosa di più concreto dal Governo Conte, c’è una città in particolare che più di tutte rischia di vedersela brutta con questo Governo: Napoli. Vediamo perché.

Napoli, città guidata dall’indipendente de Magistris

de magistris sinistra

Con l’investitura a Sindaco di Napoli dell’ex Pm Luigi de Magistris – anno 2011, con rielezione nell’anno 2016 – la città ha trovato una nuova linfa. Dopo gli anni bui del secondo mandato Bassolino e i 10 anni di Rosa Russo Iervolino. In quegli anni, la città fu abbandonata a se stessa, mangiata dalle lobby locali, dal consociativismo tra maggioranza e opposizione. L’approdo di de Magistris ha spezzato certi schemi, ma, soprattutto, ha portato nuova luce sulla città agli occhi dei turisti. Italiani e stranieri.

Napoli negli ultimi tempi è riuscita a superare anche Roma per numero di turisti. Mentre 10 anni fa era nota solo per i rifiuti e la delinquenza. La città abbonda di eventi culturali ogni giorno, mentre il lungomare “liberato” (sebbene solo parzialmente) dalle auto è uno spettacolo. Certo, la Camorra non ha mai smesso di sparare, così come trovano ancora spazio micro-criminalità, parcheggiatori abusivi e degrado. La città deve fare i conti con un bilancio dissestato, nonché multe esigite dallo Stato che risalgono al post-terremoto del 1980 e alla suddetta emergenza rifiuti.

Luigi de Magistris, che non è allineato politicamente con nessun partito, in questi anni si è dovuto confrontare con vari governi non certo amici: il Governo Berlusconi, la cui compagine di centro-destra era ormai certa di mettere le mani sulla città, vista la sicura sconfitta del centro-sinistra; il Governo dei freddi tecnici guidato da Monti; il Governo inesistente Letta; il Governo Renzi, con cui si è consumata la rottura più pesante, dato che l’ex Sindaco di Firenze ha tentato di impossessarsi della città arrivando perfino a commissariare Bagnoli; il Governo Gentiloni, che quanto meno aveva ammorbidito i toni. Infine, l’attuale governo Lega-M5S. Il quale, paradossalmente, rischia di essere più pericoloso di tutti gli altri.

Napoli, quali rischi con governo Lega-M5S

salvini de magistris

Perchè parlo di rischi maggiori? Basta analizzare chi fa parte dell’attuale maggioranza. Da una parte troviamo la Lega, che storicamente e geneticamente non ha certo un grande feeling con Napoli. E Matteo Salvini lo ha ampiamente dimostrato. Cori da stadio napoletani ormai stranoti a parte e cantati in un contesto informale, Salvini con de Magistris ha avuto sovente scontri molto duri. Con il sindaco partenopeo che era arrivato perfino a vietare il meeting organizzato dal leader leghista, poi tenutosi alla Mostra d’Oltremare. Trattandolo alla stregua di un corteo neofascista o neonazista, che l’ex Pm censura sistematicamente.

Sarà difficile vedere una cooperazione tra i due, un po’ quanto sta avvenendo tra il Comune di Napoli e la Regione Campania. Con De Luca e de Magistris che sono arrivati a scontri verbali degni dei migliori Trump e Kim Jong-Un. Sebbene questi ultimi alla fine si siano pure incontrati. La collaborazione col Ministero degli interni diventa necessaria, tanto per la lotta alla criminalità locale quanto al terrorismo. Ma con Salvini in perenne campagna elettorale, si rischia qualche bastone tra le ruote di troppo. E pure pericoloso.

Dall’altra parte troviamo il Movimento cinque stelle, che pure da anni cerca di governare la città. Sconfitto da de Magistris pure in un momento di boom elettorale. Certo, i Cinquestelle candidarono un brianzolo e come non bastasse pure juventino (e sappiamo quanto il calcio sia sentito in città), quindi figuriamoci se avrebbe avuto i voti dei napoletani. Però quale occasione migliore per Luigi Di Maio, peraltro proprio napoletano (anche se di Pomigliano D’Arco), per tentare la scalata sulla città? E mettere alle corde l’ex Pm?

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