Chi c’è dietro Greta Thunberg, la 16enne leader della Green Generation

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Chi è Greta Thunberg? Chi c’è davvero dietro Greta Thunberg? Di quale malattia è affetta Greta Thunberg?

E’ stata già ribattezzata Green Generation, quella nata ufficialmente venerdì 15 marzo. Giorno in cui, in 123 Paesi e 2mila città del Mondo, sono scesi in piazza giovani e giovanissimi al fine di sensibilizzare i potenti della Terra affinché arrestino i cambiamenti climatici in corso.

Leader di questo movimento ambientalista è Greta Thunberg, 16enne svedese che nel proprio paese si è distinta per il suo attivismo contro il governo in carica. Poi, via via, manifestazione dopo manifestazione, nonché discorsi a effetto dinanzi a platee internazionali, Greta ha assunto di fatto il comando di questa nuova ondata green. Anagraficamente molto giovane.

Venerdì scorso, come detto nell’incipit, c’è stata la prima manifestazione internazionale in favore del clima. Certo, il venerdì sembra essere sempre il giorno preferito dai manifestanti. Così come per gli scioperi sindacali. Sarà che c’entri il fatto che questo giorno dà il là al weekend e quindi alla possibilità di un bel ponte? Oltretutto, domani si festeggia San Giuseppe. E chissà in quante scuole italiane il ponte sarà particolarmente lungo.

Ma lasciando perdere il discorso dei ponti (a proposito, quello tra il 25 aprile e il primo maggio rischia di diventare più lungo di quello di Brooklyn), Greta Thunberg ha finito per dividere le opinioni.

Soprattutto, in tanti si chiedono chi sia questa ragazzina e soprattutto, chi ci sia davvero dietro di lei. Purtroppo, la risposta c’è e come al solito, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Come diceva il mitico Giulio Andreotti. Inoltre, Greta sarebbe anche affetta da una malattia. Il che aggrava ancora di più la posizione di chi la sta .

Greta Thunberg chi è

Greta Thunberg

Chi è Greta Thunberg? Come riporta Wikipedia, Greta Ernman Thunberg, nata il 3 gennaio 2003 è un’attivista politica svedese che cerca di fermare il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Nell’agosto 2018, è diventata una figura di spicco per l’inizio del primo sciopero scolastico per il clima, al di fuori del palazzo del parlamento svedese.

Nel novembre 2018, ha parlato a TEDxStockholm, a dicembre ha partecipato alla Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite e nel gennaio 2019 è stata invitata a parlare al World Economic Forum di Davos.

Greta Thunberg è nata il 3 gennaio 2003. Sua madre è la cantante d’opera svedese Malena Ernman e suo padre è l’attore Svante Thunberg, che prende il nome dal suo lontano parente Svante Arrhenius. Suo nonno è l’attore e regista Olof Thunberg.

Nel dicembre 2018, Thunberg si descrisse come “diagnosticata con sindrome di Asperger, disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e mutismo selettivo”. Per ridurre l’impronta di carbonio della sua famiglia, ha insistito affinché diventassero vegani e rinunciare a volare

Il 20 agosto 2018, Thunberg, poi in terza media, ha deciso di non frequentare la scuola fino alle elezioni generali del 2018 in Svezia il 9 settembre, dopo ondate di calore e incendi in Svezia. Le sue richieste erano che il governo svedese riducesse le emissioni di carbonio in conformità con l’Accordo di Parigi, e protestava sedendosi fuori dal Riksdag ogni giorno durante l’orario scolastico con il segno Skolstrejk för klimatet (sciopero scolastico per il clima).

Dopo le elezioni generali, ha continuato a colpire solo il venerdì, guadagnando l’attenzione di tutto il mondo. Ha ispirato studenti delle scuole di tutto il mondo a prendere parte a scioperi studenteschi. [4] Al dicembre 2018, più di 20.000 studenti avevano organizzato scioperi in almeno 270 città.

Thunberg ringrazia gli adolescenti attivisti della scuola Parkland in Florida, che hanno organizzato la marcia per le nostre vite, come ispirazione per iniziare il suo sciopero sul clima scolastico.

Greta Thunberg ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate al di fuori del Parlamento Europeo a Bruxelles. Nell’ottobre 2018, Thunberg e la sua famiglia hanno guidato a Londra in un’auto elettrica, dove ha affrontato la “Dichiarazione di ribellione” organizzata dalla rivolta di estinzione di fronte alle Camere del Parlamento. Il 24 novembre 2018, ha parlato a TEDxStockholm .

Ha detto di aver realizzato, quando aveva otto anni, che il cambiamento climatico esisteva e si chiedeva perché non fossero le notizie principali su tutti i canali, come se ci fosse una guerra mondiale in corso. Ha detto che non è andata a scuola per diventare una scienziata del clima, come alcuni hanno suggerito, perché la scienza era stata fatta e solo la negazione, l’ignoranza e l’inerzia rimanevano.

Speculando che i suoi figli e nipoti le avrebbero chiesto perché non erano entrati in azione nel 2018 quando c’era ancora tempo, ha concluso dicendo:

“non possiamo cambiare il mondo giocando secondo le regole, perché le regole devono essere cambiate”.

Thunberg ha affrontato il vertice COP24 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 4 dicembre 2018 e ha parlato anche prima dell’assemblea plenaria il 12 dicembre 2018.

Il 23 gennaio 2019 Thunberg è arrivata a Davos dopo 32 ore viaggio in treno, in contrasto con i numerosi delegati arrivati fino a 1.500 voli individuali in jet privati per continuare la sua campagna sul clima al World Economic Forum.

Ha detto a un gruppo di Davos

“Alcune persone, alcune aziende, alcuni decisori in particolare hanno saputo esattamente quali valori inestimabili hanno sacrificato per continuare a fare cifre inimmaginabili. Penso che molti di voi qui oggi appartengano a quel gruppo di persone.”

Più tardi nella settimana, ha avvertito i leader globali che

“La nostra casa è in fiamme” aggiungendo “Voglio farti prendere dal panico, voglio che tu senta la paura che provo ogni giorno. dare loro speranza”.

Il 21 febbraio 2019, ha parlato a una conferenza del Comitato economico e sociale europeo e al capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker, dove ha chiesto che per soddisfare ancora gli obiettivi climatici dell’UE deve ridurre le loro emissioni di CO2 di almeno l’80% fino al 2030. Successivamente, si è unita alle proteste sul clima a Bruxelles.

Greta è stata anche designata tra i papabili vincitori del Premio Nobel per la pace.

Chi c’è dietro Greta Thunberg

Greta Thunberg chi c'è dietro

Chi c’è dietro Greta Thunberg? Come riporta Il Giornale nella sua rivista Gli occhi della guerra, secondo Andreas Henriksson, giornalista d’inchiesta svedese, c’è chi sull’immagine di questa ragazza adorabile ci ha marciato, eccome.

Secondo la sua ricostruzione, lo sciopero scolastico altro non era che parte di una strategia pubblicitaria più ampia per lanciare il nuovo libro della madre di Greta, la celebre cantante Malena Ernman – che nel 2009 partecipò anche all’Eurovision e vanta diverse apparizioni televisive. E il grande stratega mente di questa campagna sarebbe Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità, che ha sfruttato a sua volta l’immagine della ragazza per lanciare la sua start up.

Ora posso dire che la persona che sta dietro al lancio del libro e lo sciopero scolastico, e la successiva campagna di pubbliche relazioni sul problema del clima, è il Pr professionista Ingmar Rentzhog”

scrive il giornalista Andreas Henriksson sul suo profilo Facebook.

La bella storia di Greta Thunberg inizia il 20 agosto 2018. Rentzhog, che è fondatore della start-up We Do not Have Time, incontra Greta di fronte al Parlamento svedese e pubblica un post commovente sulla sua pagina Facebook. Siamo al primo giorno dello sciopero iniziato da Greta. Curiosamente, quattro giorni più tardi, il 24 agosto, esce il libro dei genitori di Greta, Scenes from the Heart, che racconta i dettagli della vita privata della coppia e della figlia. Una banale coincidenza? Forse.

Per capire chi è Ingmar Rentzhog occorre fare un altro passo indietro. Nel maggio 2018, è stato assunto come presidente e direttore del think tank Global Utmaning, che promuove lo sviluppo sostenibile e si dichiara “politicamente indipendente”.

Sarà, ma il suo fondatore è nientemeno che Kristina Persson, figlia del miliardario ed ex ministro socialdemocratico dello sviluppo strategico e della cooperazione tra il 2014 e il 2016. Attraverso l’analisi dei tweet del think tank, si deduce un forte impegno politico alla vigilia delle elezioni europee, a favore di un’alleanza che andrebbe dai socialdemocratici alla destra svedese. I nemici sono i “nazionalismi” che emergono ovunque in Europa e nel mondo.

Ma torniamo alla start up. We Do not Have Time, infatti, è decollata pochi mesi fa proprio grazie a Greta. Il 24 novembre Rentzhog la nomina nel board. Solo tre giorni dopo, la start up lancia una campagna di crowfunding per 30 milioni di corone svedesi (circa 2,8 milioni di euro). Greta è nominata ovunque. Lo stesso Ingmar Rentzhog si vanta di “aver scoperto” la ragazza ma nega, in seguito di averne sfruttato l’immagine per raccogliere denaro, pur sostenendo di “aver avuto un ruolo centrale nella crescita della sua popolarità”.

Il quotidiano svedese Svenska Dagbladet non ci sta e accusa la start up di aver sfruttato la ragazza e la sua battaglia per il clima per i propri tornaconti personali. Dal canto loro, i genitori sostengono che la battaglia di Greta è assolutamente genuina e sincera ma non smentiscono affatto i rapporti con Rentzhog e il suo entourage.

Greta Thunberg malattia

Greta Thunberg malattia

Qual è la malattia di Greta Thunberg? Come riporta Il Messaggero, a differenza dell’autismo, la sindrome di Asperger non provoca ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche. Inoltre chi soffre di questo disturbo non presenta un ritardo cognitivo, per questa ragione è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento“.

Il termine fu coniato dalla psichiatra inglese Lorna Wing in una rivista medica del 1981 in onore di Hans Asperger, uno psichiatra e pediatra austriaco, il cui lavoro non fu riconosciuto fino agli anni novanta.

Ma che problemi hanno gli individui affetti dalla sindrome di Asperger? Sicuramente difficoltà nelle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi in alcuni casi ristretti. Diversamente dall’autismo, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo.

Alcuni sintomi di questa sindrome sono correlati ad altri disturbi, come ad esempio il disturbo non verbale dell’apprendimento (Nonverbal learning disorder), la fobia sociale, il disturbo schizoide di personalità. La sindrome di Asperger non è diagnosticata solo per le caratteristiche proprie, ma anche per una vasta gamma di condizioni di comorbilità (disturbi non dovuti alla sindrome in sé), come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo.

Greta Thunberg, tra pro e contro

Greta Thunberg offese

Ad ergerla ad ultima speranza per le sorti del Mondo è stata ovviamente la sinistra. Sempre a caccia di nuovi leader e nuove lotte a cui aggrapparsi per uscire dalle macerie sotto cui giace dalla caduta del muro di Berlino (da Clinton a Blair, passando per Zapatero a Obama fino a Tsipras, la lista comincia ad essere lunga). Mentre tanti altri la contestano e anche duramente.

In casa nostra, ad esempio hanno suscitato polemiche le parole di Maria Giovanna Maglie e Rita Pavone. Certo, non proprio Oriana Fallaci o Margareth Tatcher. Ma comunque la prima ha detto che la metterebbe sotto una macchina, mentre la seconda la paragona ad un personaggio uscito da un film Horror.

Ci va giù duro contro Greta Thunberg anche Giuliano Ferrara:

“Non vorrei essere accusato di pedofobia, ma io detesto la figura idolatrica di Greta, aborro le sue treccine e il mondo falso e bugiardo che le si intreccia intorno”.

Anche Giampiero Mughini non crede molto a questa Green Generation. Ospite a Uno mattina in famiglia sabato scorso, ha affermato che non saranno certo delle manifestazioni di ragazzini a cambiare il mondo da oggi a domani. Servono anni, massicci investimenti, la sostituzione radicale di un modello di vita radicato da decenni. Pur ammettendo al contempo che certe manifestazioni servano come monito a chi governa.

In un consuetudinariamente bell’articolo su La Verità, il giornalista e scrittore Marcello Veneziani, dall’alto della sua proverbiale ironia, parla di “Greta e di gretini” che credono di cambiare il mondo. Affermando che siano proprio i conservatori e non i progressisti, i veri difensori della natura.

Nadia Toffa se la prende invece contro chi la sta sfruttando per non fare nulla.

In generale, non c’è pieno accordo scientifico neppure riguardo le reali cause scatenanti i cambiamenti climatici. Infatti, non pochi sono gli scienziati che ritengono che in realtà quanto sta accadendo al clima mondiale rientri nel naturale processo di cambiamento della Terra. Mentre le emissioni di Co2 facciano male soprattutto alla salute degli esseri umani.

Ma c’è chi sugli effetti dei cambiamenti climatici ci ha fatto una Second life professionale, come Al Gore. Vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi di Clinton e sconfitto da Bush nel 2000 (anche se solo a causa del contorto sistema elettorale americano).

Il rispetto dell’ambiente deve restare una priorità, perché lo abbiamo distrutto. Tra emissioni e rifiuti. Qualcosa si sta comunque muovendo, almeno nel quotidiano. Una maggiore sensibilità sta montando in questi anni ed è importante. Perché quello che facciamo a Madre Natura, essa ce lo restituisce con gli interessi. Gli speculatori politici lasciano invece il tempo che trovano. Ed è squallido che utilizzino l’innocente viso di una minorenne per tornare alla ribalta. O per scendere in campo. Inquinato ovviamente.

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3 commenti su “Chi c’è dietro Greta Thunberg, la 16enne leader della Green Generation

  1. AvatarAnonimo il said:

    Il disastro ambientale è un dato incontestabile, a prescindere da questa 16enne, chi gli sta dietro, chi la manipola eccetera. Chiunque abbia un minimo di cervello capisce che non si può andare avanti così.

  2. AvatarSeclì il said:

    com’è possibile che ci sia gente, come lei, che crede a tali idiozie? E se anche fosse, non si rende conto di quello che c’è in gioco?

  3. AvatarFrancesco il said:

    sciacalli politici, in cerca di una plastica al viso; un esempio? Zingaretti tra tutti che prima osanna la ragazza, poi dichiara apertamente d’essere a favore della tav. Ovviamente sempre meglio delle formazioni di centrodestra che , invece, preferiscono mettere la testa sotto i piedi o , peggio, far del negazionismo.

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