LA MOSSA ELETTORALE DEL GOVERNO RENZI: 80 EURO SUBITO, TASI DOPO LE ELEZIONI

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IL BONUS IN BUSTA PAGA E’ GIA’ PARTITO DA APRILE, SEBBENE NON SIA CHIARA LA COPERTURA. LA TASSA INTRODOTTA DA LETTA E INASPRITA DALL’ATTUALE GOVERNO PARTIRA’ INVECE A SETTEMBRE, CON I COMUNI IN TOTALE CONFUSIONE
Il Governo Renzi ha studiato furbescamente le manovre fiscali da adottare in piena campagna elettorale. Non poteva certo togliere soldi nelle tasche degli italiani prima del voto alle europee. Sarebbe stato un clamoroso autogol per i partiti che compongono la maggioranza, un autentico colpo mortale per tutti, tranne il Pd, visto che già ora rischiano di non superare il 4%. Anzi, meglio dare qualche soldo in più a 11 milioni di italiani; il che in campagna elettorale fa sempre colpo. E così ad aprile è subito scattato il bonus degli 80 euro per i lavoratori dipendenti; definita una “quattordicesima” se si considera l’intero anno. Ma tante sono le obiezioni sulle coperture che lo consentirebbero. Mentre l’aumento della Tasi è previsto per settembre, con i Comuni messi in difficoltà per il calcolo.

LA STANGATA DELLA TASI – Il duo Renzi-Delrio (o viceversa, dato che Renzi ha definito Delrio suo fratello maggiore) ha creato le premesse per una stangata fiscale con la Tasi (creata dal governo Letta, in cui Delrio era ministro per gli Affari regionali), mediante un decreto legge convertito in legge con emendamenti del governo del 4 aprile scorso, che ha inasprito la Tasi di 0,8 per mille rispetto all’aliquota base dell’uno per mille. Quasi il raddoppio. Ma nello stesso emendamento al decreto è stato prorogata la determinazione della Tasi sulla prima casa a dicembre. Ci sono le elezioni europee e anche quelle per la regione (in Piemonte) e i sindaci rossi vogliono sia i voti dei loro elettori e quelli degli elettori moderati che i soldi della Tasi che colpisce chi ha la prima casa, il 70% delle famiglie.
Ma il rinvio a dopo elezioni per la Tasi prima casa, in base al principio «passata la festa, gabbato lo santo», non bastava. Ci sono anche gli altri immobili: la seconda casa, gli immobili dati in affitto da privati e tutti i fabbricati del lavoro autonomo e delle imprese. E il duo Renzi-Delrio vuole esser simpatico anche a loro, benché li voglia vampirizzare con la tassazione del risparmio. Così si è escogitato il rinvio a settembre anche del resto della Tasi per i Comuni che non riescono a stabilire quanto si debba pagare.
COMUNI NEL CAOS – La difficoltà dei sindaci di stabilire le aliquote della Tasi derivano dal fatto che essa va sommata all’Imu e che i due tributi debbono stare dentro il tetto della massima aliquota di questa più lo 0,8 per mille. E tale aumento può essere usato solo per dare detrazioni per la prima casa per evitare che la Tasi su di essa pesi più dell’Imu del governo Monti. In effetti quello delle difficoltà tecniche è un argomento che ha un peso notevole, per i Comuni che non dispongono di staff di esperti che facciano i calcoli relativi alle varie ipotesi di aliquote con gli effetti sul gettito e sulle varie categorie di contribuenti. Ma ora si vede con chiarezza che questo rinvio serve per soprattutto per applicare il principio «passata la festa, gabbato lo santo» anche per gli immobili diversi dalla prima casa. Infatti solo mille comuni sugli 8mila esistenti hanno già determinato le aliquote della Tasi, tutti gli altri 7mila non ci sono riusciti.
La percentuale insospettisce, perché fra i Comuni che applicano la proroga ci sono quasi tutti i Comuni maggiori (fa eccezione Bologna) e questi grandi Comuni hanno tutti giunte di sinistra. Certo, sono in proroga anche Comuni con giunte di centrodestra. È ovvio che i comuni di centrodestra profittino della proroga in base al principio chi «paga dopo, paga meno». Meno ovvio che i Comuni rossi che dovrebbero usare lo 0,8 di aumento sui contribuenti non prima casa per ridurre l’onere dei contribuenti prima casa con reddito modesto aspettino ottobre e dicembre per risolvere il rebus delle maggiorazioni eventuali. Così rinviano la scelta del vampirismo aggiuntivo.
(Fonte: Il Giornale)
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0 thoughts on “LA MOSSA ELETTORALE DEL GOVERNO RENZI: 80 EURO SUBITO, TASI DOPO LE ELEZIONI

  1. Anonimo il said:

    Io sono monoreddito con moglie e figlia a carico, prendo € 1650, per cui gli € 80 non li vedrò, kin compenso si parla di "rimodulare" (togliere) la detrazione per il coniuge a carico. Se avessimo aveuto due stipendi da € 1350 (totale 2.700) avremmo beneficiato di 160 euro (80×2), in compenso mentre prima non pagavo IMU sulla prima casa (detrazione di 200+50) ora pago circa € 150 di TASI. Mi hanno alzato dal 20 al 26% la tassazione sulle rendite, per cui quei pochi risparmi investiti in obbligazioni quadriennali che integravano il reddito ora lo integreranno molto meno.RENZI!!!!!!!!! ma che cavolo ci vieni a raccontare!!!!!! ma chi ci crede piu' alle tue favole!!!!!!Gli italiani sono sempre piu' incazzati che mai e nell'urna, domenica vi faranno un paiolo grosso come una casa!!!!!!!!!! Forse non lo avete ancora capito, ma, ci avete STUFATO!!!!!!!!!!!!!p.s. Grazie per lo sfogo!!Ciao, Mario.

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