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Parco A. Mussolini di Latina intitolato a Falcone e Borsellino: perchè è sbagliato 3 volte

Ultimo aggiornamento

Mercoledì 19 luglio non si sono risparmiate le parole di commiato nel ricordo del Giudice Paolo Borsellino, come noto barbaramente ucciso dalla Mafia in quella data del 1992, a quasi due mesi dalla identica tragica morte di un altro Giudice simbolo della lotta alla Mafia: Giovanni Falcone. Parole stanche, vuote, ripetute da un quarto di secolo. Le stesse che da bambini ti colpiscono, da adolescente ti scuotono, ma da adulto puzzano di retorica. Sappiamo ormai tutto delle responsabilità della politica e di come questo Paese non sia cambiato da allora. Per di più, in virtù del fatto che in quello stesso anno partiva l’inchiesta Mani pulite, la quale disvelò quel vergognoso sistema che era Tangentopoli. O meglio, lo portò solo dinanzi alle sue responsabilità giudiziarie, ma di fatto era già noto e accettato da anni. Tanto da ripartire presto poco dopo. Confermandosi tristemente unico motore dell’economia di questo Paese.

Ma tornando alla morte di Paolo Borsellino, della cui agenda rossa coi nomi degli indagati già in atto e potenziali, non si è mai saputo nulla, nello stesso giorno si è deciso di cambiare nome al Parco pubblico di Latina intitolato ad Arnaldo Mussolini, fratello minore di Benito, in favore di Borsellino e Falcone. Alla cerimonia era presente anche la Presidente della Camera Laura Boldrini, che già in passato aveva espresso la sua convinzione di cancellare il Fascismo e le sue tante opere sparse per l’Italia, in favore di un revisionismo squallido e radical chic. Iniziativa lodevole quella del Parco, ma storicamente sbagliata per 3 motivi. Che riporto di seguito.

Latina sorta grazie a Mussolini

mussolini latina

Eliminare il cognome Mussolini da Latina è qualcosa di paradossale e anti-storico. In realtà, la defascistizzazione della cittadina laziale era già partita nel 1943, partendo dalla toponomastica: piazza Predappio cambiò nome in piazza del Mercato, via delle Camicie Nere in via Carducci e così via. Lo stesso parco si chiama Parco Comunale da allora, sebbene porti al suo ingresso ancora una timida targhetta con su scritto “A. Mussolini”. Ma Latina è sorta grazie al Fascismo. Come riporta Wikipedia, fu fondata col nome di Littoria durante il ventennio fascista ed inaugurata il 18 dicembre 1932. Restando ancora oggi una delle più giovani città italiane. Assunse la denominazione attuale il 7 giugno 1945 a seguito della pubblicazione del decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n. 270, con cui il toponimo fascista veniva sostituito da uno che consentiva di mantenere la sigla esistente della provincia. Ad oggi è la seconda città del Lazio per numero abitanti, seconda solo a Roma.

Prima della bonifica dell’Agro Pontino, il territorio era occupato da vaste e malsane paludi, luogo di riproduzione della famigerata zanzara anofele, che diffondeva la malaria fra pochi abitanti. In passato solo i romani erano riusciti a bonificare la zona, mentre altri tentativi, tra cui quelli pontifici, si rivelarono fallimentari. Presto però il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo puntò quindi sulla località del “Cancello del Quadrato”, dove sorgevano già piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova città, il cui progetto era curato secondo i canoni dell’architettura razionalistada Oriolo Frezzotti, venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto.

La stampa estera, al contrario, esaltò la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Mussolini cambiò idea e il 18 dicembre dello stesso anno partecipò alla solenne cerimonia d’inaugurazione. La nascita della nuova città fece il giro del mondo. Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell’attuale Cisterna di Latina (all’epoca “Cisterna di Roma” e da 1935“Cisterna di Littoria”), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della provincia nel 1934.

L’Agro Pontino divenne così un ottimo strumento di propaganda per il regime, essendosi trasformata anche in una vasta zona agricola. Nasceranno altre città simbolo del fascismo, come Sabaudia, Aprilia e Pontinia. Sono note ad esempio le foto di Mussolini che trebbiava il grano a torso nudo.

Paolo Borsellino era del Movimento sociale italiano

borsellino msi latina

Secondo errore storico, che riguarda da vicino proprio Borsellino, è il fatto che quest’ultimo fosse vicino alla destra sociale. Come ricorda Dagospia, Borsellino fu dirigente del Fuan a Palermo, da giovane studente di giurisprudenza. E, dopo la sua morte, il collega Giuseppe Ayala ricordò come, ancora nella procura di Palermo si scherzasse – magari abbozzando un divertito saluto romano entrando nella sua stanza – sull’orientamento politico di Borsellino, rimasto immutato dai tempi dell’università.

E non è un caso che Il pomeriggio del 19 maggio 1992, nel corso dell’XI scrutinio delle elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 1992, l’allora segretario del Movimento sociale italiano, Gianfranco Fiini, diede indicazione ai suoi parlamentari di votare per Paolo Borsellino come Presidente della Repubblica, che ottenne in quello scrutinio 47 preferenze. Al sedicesimo scrutinio (avvenuto dopo la strage di Capaci) fu eletto Oscar Luigi Scalfaro.

Chissà fino a che punto Borsellino fosse stato d’accordo su una simile decisione.

Mussolini cacciò i mafiosi dalla Sicilia, poi rientrati con lo sbarco americano

sicilia fascismo

Il terzo errore storico di una simile decisione riguarda la lotta alla Mafia che il Fascismo perseguì in Sicilia. Dopo una visita in terra sicula, Mussolini capì come giravano le cose su quell’isola e diede presto ordine di mandare via gli “indesiderati” che trovarono riparo in America. Tuttavia, fecero presto ritorno a casa grazie a un patto tra le due sponde dell’Oceano, che consentì agli americani di sbarcare in Sicilia. Ne ho parlato approfonditamente qui.

Insomma, da quanto detto fin’ora si evince quanto destra sociale, e se vogliamo Fascismo, siano stati storicamente in contrasto con la Mafia. E come Latina debba la sua esistenza al Fascismo. Ed invece, la Repubblica che oggi tanto si affanna a proclamare eroi e a cancellare nomi, con la Mafia ci è andata a nozze per decenni. E lascia nell’arretratezza e nel pantano tante zone d’Italia. Probabilmente, tra mazzette e lentezza burocratica, al posto di Latina, campi agricoli, allevamento, industrie ed altre città, se fosse stato per la Repubblica avremmo ancora paludi, malaria e zanzare.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Parco A. Mussolini di Latina intitolato a Falcone e Borsellino: perchè è sbagliato 3 volte”

  1. Ho letto luca condivido pienamente. Cerca su YouTube “éstoria canale mussolini” l’intervista a Pennacchi sul libro in questione. Parla proprio di latina, delle bonifiche dell’agropontino e altri aneddoti interessanti.

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