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Riforma Prescrizione, cosa dice e perché rischia di far cadere Governo Conte II

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Cosa dice la Riforma sulla Prescrizione? “Di amore non si muore” canta il sempre green Massimo Ranieri in “Rose rosse”. Ma di giustizia purtroppo sì. Processi troppo lunghi, che portano l’imputato per anni e anni in un limbo, in attesa di giudizio. Il che è un danno anche per chi ha denunciato un maltolto, in quanto deve attendere troppi anni per vedere peronata la propria causa.

La giustizia italiana è in affanno da troppi anni. E i vari governi susseguitisi non hanno mai messo mano ad una seria riforma. L’unico che ha provato ad incidere di più nell’ultimo quarto di secolo è stato Silvio Berlusconi. Non fosse altro per cercare egli stesso di sfuggirne.

Le cause? Un codice farraginoso da un lato e la carenza di personale dall’altro. Reati in alcuni casi sottostimati, in altri sovrastimati. Si stima poi che ai tribunali italiani manchino circa 10 mila dipendenti per poter funzionare a pieno regime. Avvocati costretti a scrivere sulle proprie gambe per assenza di banchi. Carenza di cancellieri per poter archiviare le pratiche. Magistrati super impegnati che danno priorità ai casi più gravi.

Insomma, un disastro. E in questo quadro, si inserisce la riforma della giustizia firmata da Alfonso Bonafede e approvata da M5S e Lega, andata in vigore dal primo gennaio 2020. Riguarda in particolare la prescrizione.

Una riforma voluta dunque dal Governo precedente, ma che rischia di far cadere quello attuale. Vediamo cosa dice e perché ha mandato in crisi la strana coppia Cinquestelle-Pd (assieme all’amante ).

Riforma Prescrizione cosa dice

riforma prescrizione cosa cambia
Foto: Cecilia Fabiano-LaPresse
27-11-2019 Roma( Italia)
Cronaca : Il ministro Bonafede ospite a L’aria che tira intervistato su prescrizione, legge per le donne vittime di violenza e leadership Di Maio
Nella Foto: Alfonso Bonafede
Photo: Cecilia Fabiano- LaPresse
November ,27, 2019 Rome ( Italy )
News : the minister Bonafede in a transmission
in The Pic : Roberta Angelilli in piazza

 

Cosa dice la nuova Legge sulla Prescrizione? Come spiega Il Post, è stata ribattezzata “Spazzacorrotti”. Motivo? In quanto prevede il blocco assoluto della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. E quindi, secondo la ratio sulla quale poggia, eviterebbe di farla svignare a quanti puntavano proprio sulla prescrizione per non andare mai in carcere.

La riforma della prescrizione si applicherà solo ai presunti reati compiuti a partire dal primo gennaio del 2020 e solo dopo che si arriverà a una sentenza di primo grado, sia di condanna che di assoluzione. I suoi effetti quindi per ora non si possono vedere nel concreto, anche se molti temono che la principale conseguenza della riforma sarà un generale allungamento dei tempi della giustizia.

La riforma prevede che restino invariati i termini della prescrizione per i reati consumati e tentati (nel primo caso decorre dal momento in cui è stato consumato il presunto reato, nel secondo dal momento in cui è terminata l’attività dell’imputato). Mentre cambiano i termini per i reati continuati, cioè quelli in cui una persona commette più reati che rientrano in un medesimo “disegno criminoso”, come si dice: in questo caso il termine di prescrizione decorrerà dal giorno in cui è cessata la continuazione, e non più dal momento in cui è stato commesso ciascuno dei reati.

Riforma Prescrizione cosa cambia

riforma prescrizione cosa dice

In Italia la prescrizione si applica a tutti i reati tranne quelli che prevedono l’ergastolo, quando dal momento in cui viene commesso un reato trascorre un periodo pari alla durata massima della pena per quel reato più un quarto (e in certi casi può intervenire anche prima).

Prima della riforma, che si arrivasse a una sentenza di primo grado o di appello, quindi, un reato poteva essere estinto se passava un tempo eccessivo, venendo meno l’interesse dello Stato a perseguirlo. Con la riforma questo non accadrà più, e una volta arrivati a una sentenza di primo grado la prescrizione non potrà essere applicata.

La prescrizione assolve dunque tre compiti:

  • garanzia per gli imputati contro l’eccessiva lunghezza dei processi strumento che lo Stato può utilizzare quando non è più interessato a perseguire alcuni reati
  • ridurre gli errori giudiziari

Riforma prescrizione perché divide

salvini di maio

Il M5S sostiene fortemente la riforma in quanto garantisce che il processo si concluda. Il Ministro Bonafede ha aggiunto che il secondo passaggio sarà quello di ridurre i tempi dei processi penali e civili.

Il Pd, all’opposizione quando la riforma è passata, è ancora fermamente contrario. Il che pone un serio caso nella attuale maggioranza della quale fa parte

La riforma prevista dai democratici prevede che la prescrizione venga sospesa per un massimo di 30 mesi dopo la sentenza di primo grado e per un massimo di un anno dopo la sentenza di appello.

In seno alla maggioranza, molto critica anche Italia viva, la nuova creatura di Matteo Renzi.

Matteo Salvini sulla questione è più imbarazzato, dato che la Lega ha votato la riforma. Il leader leghista, infatti, si pone a metà strada, affermando che il suo partito l’ha votata solo se ci fosse stata la concomitante riforma dei processi. Della quale invece non c’è traccia.

Inoltre, ha aggiunto che tutti gli avvocati da Nord a Sud si sono posti contro di essa. Cercando, forse, di mettersi a capo anche di questa protesta.

Cosa pensano avvocati e magistrati su Riforma Prescrizione

avvocati magistrati

Avvocati e Magistrati sono quasi unanimi nel criticare la nuova legge sulla prescrizione firmata Bonafede. A riportare le loro posizioni è Il Corriere fiorentino.

«Come può conciliarsi — chiede la presidente Cassano — la ragionevole durata del processo sancito dalla Costituzione con un processo destinato a durare indefinitamente? Non si possono tacere le drammatiche conseguenze sociali provocate della pendenza per lunghissimi anni di un processo che rende l’uomo unicamente un imputato in palese contrasto con la presunzione di non colpevolezza».

A farle eco è il presidente della camera penale Luca Bisori:

«Fissare un limite temporale alla potestà punitiva dello Stato è un’esigenza di civiltà: specialmente in un sistema che non fornisce né fornirà a breve alcuna garanzia di efficienza del processo». Poi i dati: «Nessuna tattica dilatoria degli avvocati, la prescrizione dipende per l’85% dei casi da disfunzioni degli uffici e matura prima del dibattimento. Solo in un caso su 20 è determinata dalla difesa».

La presidente della corte di Appello critica anche il cosiddetto «spirito del popolo» che «reclama il processo come anticipazione della pena, la risposta all’allarme sociale, spesso pericolosamente enfatizzato, a costo di andare oltre la legge».

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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