Perchè il caso Rimborsopoli deve invogliarci a votare M5S

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Caso Rimborsopoli M5S. I giorni che ci separano dal 4 marzo si riducono sempre più. Con i partiti che si affannano a convincere gli elettori della bontà del loro programma. In realtà però, come ormai capita dalla nascita della Seconda Repubblica, più che proporre i propri programmi, i leader si concentrano più a denigrare i propri avversari. Attaccandoli su questo o quell’argomento. Se ci avete fatto caso, Renzi e Berlusconi non si attaccano mai direttamente, consapevoli che molto probabilmente dopo il 4 marzo andranno a braccetto insieme per formare un nuovo Governo. Mentre il tema principale della loro compagna elettorale è ovviamente il Movimento cinque stelle. Subito attaccato al primo scivolone.

Il caso Rimborsopoli fatto esplodere da Le Iene (programma Mediaset) a due settimane dal voto viene ogni giorno utilizzato per far passare i Cinquestelle come gli incoerenti per antonomasia. Quelli che hanno una doppia morale. Che predicano bene e razzolano male. Ed ecco che il Tg1, l Tg2, Rete4 e Canale5 per alcuni giorni hanno aperto i servizi proprio sul caso rimborsopoli del M5S. Vale a dire, sul fatto che alcuni parlamentari pentastellati non avrebbero rimborsato una parte del loro emolumento come stabilito dallo Statuto Cinquestelle. Per devolverlo poi a piccole e medie imprese.

Ma non si può parlare di Rimborsopoli. Alla fine, i Cinquestelle rimborsano il loro stesso stipendio in maniera del tutto volontaria. Cosa che gli altri partiti non si sognano di fare. Quindi stiamo parlando di un fatto tutto interno al M5S, di una beneficenza che loro si sono auto-imposti senza che nessun regolamento parlamentare o la Costituzione lo imponesse. Di cosa stiamo parlando quindi?! Cosa hanno da accusare coloro che per 40 anni si sono mangiati il Paese? Certo, il fatto che una quota di parlamentari Cinquestelle (ancora da stabilire definitivamente) non abbiano rimborsato quanto promesso, non depone certo in loro favore. Ma definirli truffatori come ha fatto Renzi, è una esagerazione e una calunnia. Questi Parlamentari non hanno truffato nessuno, tutt’al più hanno tradito un principio del loro Movimento.

Perchè caso Rimborsopoli M5S deve invogliare a votarli

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Ma stiamo parlando, ripeto, di un fatto loro interno. Ed è ridicolo, seppur comprensibile, che gli altri partiti, impauriti dalla loro avanzata, usino questo famigerato Rimborsopoli per ricamarci una già vergognosa campagna elettorale. Cosa dire allora del padre della Boschi (ex Ministro delle Riforme ed oggi Sottosegretario), coinvolto nello scandalo Etruria? E di Berlusconi (tre volte Presidente del consiglio) condannato per evasione fiscale? Di Salvini che non va mai nell’Europarlamento? Rimborsopoli è un termine coniato per definire lo scandalo rimborsi dei consiglieri regionali, che hanno usato il diritto al rimborso di alcune spese (come non bastasse già quanto percepiscono) per acquistare perfino vibratori e sigarette. Cosa c’entra con quanto sta accadendo nel M5S?

A dire il vero, stavo pensando di non votare più per il M5S, optando per il Movimento 10 volte meglio, fondato da professionisti. Che ricorda proprio i Cinquestelle agli albori. Ma dopo questo scandalo, sono ancora più convinto di votarli. E spero che questo pseudo-scandalo montato ad arte, peraltro partito da un programma con qualche precedente non proprio impeccabile (che ho raccolto qui), non faccia cambiare idea a quanti avevano intenzione di votarli. Anzi, convinca anche altri a farlo. Perché fa capire quanto gli altri partiti siano vuoti di contenuti ed avvinghiati solo alla poltrona. Ed abbiano paura del cambiamento. E ciò sta coinvolgendo anche i media. Alcuni giornali internazionali stanno rivalutando la figura di Berlusconi dopo averla denigrata. Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, ha invece detto che tra Berlusconi e Di Maio, sceglierebbe il primo. Roba che farebbe rivoltare mio padre nella tomba.

Caso Rimborsopoli M5S, cosa è successo

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Cosa è successo col caso Rimborsopoli del M5S? Come riporta Democratica, Luigi Di Maio ha confermato 800mila euro di buco e otto nomi di grillini coinvolti nella faccenda Rimbosopoli, ma questi numeri non corrispondono al momento con quanto promettono di rivelare Le Iene alla prossima puntata dell’inchiesta su Rimborsopoli. Ivan della Valle (che non ha restituito 270 mila euro), Maurizio Buccarella (137 mila), Carlo Martelli (81 mila), Andrea Cecconi (28 mila), Emanuele Cozzolino (13mila), Elisa Bulgarelli (43 mila), Silvia Benedetti (23 mila) e Girolamo Pisano (200 mila) sono i nomi finora confermati dal leader pentastellato.

Ma Le Iene, i primi a scoprire lo scandalo, avevano fatto una lista più lunga che comprendeva anche Massimiliano Bernini, Barbara Lezzi e Giulia Sarti che per il momento il Movimento sembrerebbe assolvere. Ma ora Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno realizzato l’inchiesta per la trasmissione Mediaset, promettono di fare nuovi nomi alla prossima puntata (e forse di confermare anche i tre dei dieci assolti dal M5S).

A quelli usciti finora, quindi, se ne potrebbero aggiungere altri. E la lista dei candidati che dovrebbero teoricamente rinunciare all’elezione diventa sempre più lunga, anche perché la maggior parte dei candidati beccati con le mani nella marmellata sono o capilista o in collegi blindati. La tecnica era sempre più o meno la stessa, anche se ora Le Iene annunciano di aver scoperto anche altri trucchetti usati dai furbetti del rimborso per trattenere le cifre da donare.

Da quello che è emerso finora i parlamentari beccati postavano delle foto di bonifici che poi non venivano inviati oppure venivano annullati, come ha confermato anche Ivan Della Valle in un’intervista a Repubblica in cui assicura di non essere fuggito in Marocco come dichiarato dal padre alla stampa: “Non scappo da niente”, dice. Il fatto di donare meno di quanto previsto, ha spiegato il grillino, era un gesto di ribellione nei confronti di un Movimento nel quale non si riconosceva più. Peccato però che Della Valle falsificasse i conti proprio per non essere beccato e di conseguenza cacciato dal Movimento.

Chi sono i massoni nel M5S

A parte lo scandalo Rimborsopoli nel M5S, ci sarebbe anche il caso di tre candidati che il M5S vuole cacciare perché iscritti in passato a qualche loggia massonica, l’avvocato candidato nel collegio di Castellammare di Stabia Catello Vitiello, Piero Landi, candidato M5S nel collegio uninominale della Camera a Lucca, e Bruno Azzerboni, candidato all’uninominale in Calabria.

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