Il Rock è morto, ormai è ufficiale: la crisi di vendite della chitarre elettriche

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Il Rock è morto”. Quante volte lo abbiamo sentito dire in questi anni. Ucciso definitivamente a partire dagli anni 2000 dalla musica sintetica, radio friendly, dai Talent, dal Pop piatto e pacchiano. Chi cerca di proporlo ancora, lo fa riprendendo cose già sentite. Le ultime cose interessanti sono arrivate negli anni ‘90, ma riprendevano a loro volta un sound già sentito negli anni ‘70 e messo da parte dal suono elettronico, più forma che sostanza, degli anni ‘80. Il Rock anni ‘90 rifletteva la generazione di quel decennio, arrabbiata, più che ribelle. Depressa più che smaniosa di cambiare il mondo.

Ma che il Rock sia morto Jim Morrison lo diceva già nel 1969. Dall’alto della sua genialità, il frontman e fondatore dei Doors aveva già capito che il Rock aveva perso la sua forza innovatrice, il suo essere colonna sonora di una enorme voglia di cambiare le cose. Che raggiunse l’anno prima, nel 1968, il suo apice. Jim Morrison è morto troppo presto per capire di averci visto fin troppo lungo. Il mondo da allora è solo peggiorato, mentre i sessantottini giunti al potere si sono rivelati peggio di quelli che criticavano. Borghesi, e in quanto tali, edonisti ed egoisti. Votati al capitalismo, all’individualismo, e non più classe sociale com’era stato fino agli anni ‘60.

Gli stessi giovani sono diventati dopo il ‘68 solo un target a cui vendere un prodotto, sul quale fare sondaggi a scopo commerciale. Sono diventati individualisti, ma hanno perso la loro individualità. Si sono uniformati, nel loro bisogno di sentirsi parte integrante della società ed essere protagonisti di un mondo consumista. Dove compri e quindi sei. Nelle scuole e nelle Università si è finito per svuotare l’autorità e l’autoritarismo di presidi ed insegnanti. La paranoia ha preso il sopravvento, così come il disinteresse e la svogliatezza. Il Rock ha rispecchiato tutto questo. Ed oggi non c’è più. E la crisi del mercato delle chitarre elettriche, come vedremo, ne è il fedele specchio.

Il Rock è morto, la crisi delle chitarre elettriche

chitarra elettrica foto

Come riporta Hello World, il reporter del Washington Post Geoff Edgers ha snocciolato i numeri di questa crisi: negli ultimi dieci anni, le vendite di chitarre elettriche sono calate da 1,5 milioni a poco più di un milione. Un crollo di circa un terzo del totale. Lo scorso aprile, l’agenzia di rating Moody’s ha rivisto in negativo il giudizio su Guitar Center, la più grande catena di negozi di strumenti musicali al mondo. A pesare sulla compagnia californiana un debito di 1,6 miliardi di dollari e “i problemi che Guitar Centre, come altre imprese simili, si troverà ad affrontare nel tentare di aumentare le sue vendite e migliorare i suoi introiti”.

Non ci sono mai stati così tanti produttori nella storia dello strumento, ma il mercato ha smesso di crescere: non siamo ancora all’apocalisse ma questa situazione non è sostenibile”. Ne è convinto George Gruhn, leggendario rivenditore di chitarre di Nashville che ha rifornito di strumenti leggende del rock come Eric Clapton, Neil Young e Paul McCartney. Quando 46 anni fa Gruhn ha aperto il suo negozio, “chiunque voleva essere un dio della chitarra!”. A calcare i palchi e ispirare milioni di persone c’erano i riff di personaggi come Jimi Hendrix, Carlos Santana, Jeff Beck e Jimmy Page. In una recente intervista, Paul McCartney ha ricordato quanto fu importante per lui un concerto proprio di Jimi Hendrix al Bag O’Nail club di Londra. Era il 1967.

La chitarra elettrica era nuova e affascinante nel periodo prima e dopo Jimi: per cui c’erano generazioni di bravissimi musicisti che provavano a imitare persone come B.B. King e Buddy Guy. Ora invece c’è più musica elettronica e i ragazzini ascoltano cose diverse: non hanno eroi della chitarra come ne avevamo noi.”

In questa epoca d’oro del rock, chitarre leggendarie come la Stratocaster e la Telecaster della Fender, o la Gibson Le Paul della Gibson, erano richieste ovunque si facesse musica, e gli strumenti appartenuti alle icone del rock, come la Washburn di Bob Marley o la Fender Strat di Jimi Hendrix, comprate a caro prezzo da collezionisti di tutto il mondo. Oggi, invece, prevedendo un futuro crollo del loro valore, anche i collezionisti vendono le proprie chitarre: persino Eric Clapton ha deciso di vendere 29 pezzi della sua collezione.

Il rock è morto, la crisi delle maggiori aziende produttrici di chitarre elettriche

gibson fender

Nel frattempo, per le compagnie che producono chitarre sono iniziati anni duri. Nel corso degli ultimi tre anni, il fatturato annuale della Gibson è passato da 2,1 a 1,7 miliardi di dollari. L’acquisto da parte della compagnia della divisione audio della Philips ha portato a ingenti debiti e a un altro giudizio negativo da parte di Moody’s.

La Fender, che nel 2012 ha dovuto rinunciare a quotarsi in borsa, ha visto un crollo del fatturato da 675 a 545 milioni di dollari e ha circa 100 milioni di debito. PRS Guitar, un’altra compagnia del settore, ha invece dovuto licenziare molti dipendenti ed espandere il proprio mercato verso chitarre a basso costo: sui siti specializzati non è raro ormai trovare chitarre elettriche nuove per soli otto dollari al mese. Nel 2010, poi, per la prima volta da decenni le vendite di chitarre acustiche hanno superato quelle di chitarre elettriche.

Insomma, come spiega lo stesso Edgers,

se c’è una singola domanda aperta nell’industria della chitarra, questa non è diversa da quella affrontata dalla Apple. Come si fa a mettere il prodotto nelle mani dei teenager? E, una volta lì, come si fa a fare in modo che questi se ne innamorino?”.

In effetti è vero. Solo se i teenager torneranno ad innamorarsi della chitarra elettrica, potremmo rivedere risorgere il Rock. Ma dovranno soprattutto innamorarsi della creatività, della sperimentazione, della voglia di cambiare le cose. Dovrebbe poi anche nascere un nuovo Jimi Hendrix o un David Bowie. Artisti capaci di rivoluzionare i concetti, ribaltare i paradigmi, riscrivendoli d’accapo. Anche perché le vecchie rockstar stanno invecchiando e morendo. E verrà il giorno che non potremo più consolarci ascoltandole e ricordando i tempi che furono…

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2 commenti su “Il Rock è morto, ormai è ufficiale: la crisi di vendite della chitarre elettriche

  1. Gaetano il said:

    Bisogna anche dire che la chitarra è meno facile da imparare a suonare rispetto a qualche base campionata che non ti costa fatica ripetere quando fai un Dj set. Sull’argomento della presunte morte del rock ho letto un libro di Luca Paisiello che si intitola giusto “il Rock è Morto” dove le risposte le danno, giustamente, musicisti affermati e personaggi che lavorano nel mondo della musica. te lo consiglio.

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