Smartphone, arriva la tassa sulla Sim: come funziona e chi colpirà

Arriva anche una tassa sulla Sim dello smartphone? E’ già stato ribattezzato il governo delle tasse. Lo dicono i due Matteo, Renzi e Salvini.

Il primo, è dentro con un piede sì e l’altro no, tenendo nell’esecutivo la vessata Ministra dell’agricoltura. Pronto a staccare la spina da un giorno all’altro. Giorno, che sono sicuro non tarderà ad arrivare.

Il secondo, invece, al governo c’è stato fino ad inizio agosto. Poi è tornato a fare quello che gli riesce meglio: la campagna elettorale permanente.

Ma, soprattutto, lo pensano milioni di italiani. O, quanto meno, è ciò che temono. Se è vero che il Governo Conte bis è nato con la mission dichiarata di non far aumentare l’Iva, di sicuro troveranno altre strade per trovare i soldi. Con piccole balzelli qua e là. Niente di clamoroso, ma che ugualmente ci sottrarrà soldi.

Ora il Governo Conte bis ha pensato ad un altro modo per estorcerci soldi. Addirittura sulla Sim che inseriamo nel nostro smartphone. Vediamo come funziona la tassa sulla sim e chi colpirà la tassa sulla .

Tassa sulla Sim chi riguarda

tassa sulla sim

Come riporta Il Sole 24 Ore, l’idea sarebbe targata Pd. Il che non è una novità, visto che vogliono tassare pure la pipì. Sebbene pure i Cinquestelle non scherzino, visto che un altro Ministro molto discusso, quello dell’istruzione Fioramonti, vuole tassare merendine e bibite gassate.

I Cinque Stelle hanno cercato di smarcarsi con le parole del viceministro all’Economia, Laura Castelli:

“L’ipotesi di tassare le sim ricaricabili ci preoccupa molto. Anche le proposte alternative di tassare ulteriormente la clientela business, da più parti sollevate, trovano la nostra ferma contrarietà”.

Si tratta di una tassa di 13 euro su tutte quelle schede che riguardano la clientela business (sempre più in crescita in Italia). Un aggravio che andrebbe a colpire soprattutto i professionisti, ma anche i piccoli imprenditori e gli esercenti che usano spesso il telefono per lavoro.

Tassa sulla Sim come funziona

La tassa sarebbe quindi di 13 euro annui. Probabilmente l’introduzione della nuova tassa potrebbe essere accompagnata dall’abolizione dell’imposta di concessione sugli abbonamenti. Le entrate su questo fronte vengono stimate in 250 milioni di euro all’anno.

Se si fa un rapido calcolo, nei prossimi tre anni (l’arco temporale su cui sarà declinata la manovra) le entrate a bilancio del nuovo balzello ammonteranno a ben 750 milioni di euro.

Un bel bottino, che in tempi di magra come quelli in cui viviamo (in realtà da quando è stato introdotto l’Euro) difficilmente il Governo Giallo-rosso (o Giallo-fuxia, come più ironicamente è stato chiamato) si farà sfuggire.

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